Archive | luglio 2019

I giorni degli eroi

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Portovenere, 12 giugno 1921, pomeriggio. Giacomo aspetta sotto l’arco medievale dove inizia il carruggio, in silenzio. Le dita nervose trastullano il fiocco rosso che ha legato al bastone da difesa. Costanzo e Paolo, suo fratello, attendono con lui. Due operai e un fornaio, comunisti. Il vaporetto dalla Spezia attracca al molo, duecento metri più sotto, scendono sedici fascisti partiti appositamente dal capoluogo per una spedizione punitiva contro i tre. L’inferiorità numerica era in conto, ma non nel rapporto di uno a cinque. Giacomo stringe il bastone finché non gli sembra di riuscire a comprimere il legno con la forza delle dita. Dietro le finestre socchiuse occhi preoccupati sorvegliano la scena. Inizia il pestaggio, i ragazzi si sanno difendere, decisi a tenere testa alla squadraccia fino a che ne avranno. Dalle finestre piove di tutto: legna, stoviglie sbreccate, gerani nel loro vaso di coccio. Esce una pistola, spara. Paolo e Costanzo riescono a darsela su per i carruggi stretti. Giacomo, ferito, rimane sul selciato. I fascisti tirano fuori le lame e a pugnalate si accaniscono sul corpo dell’operaio, finendolo. Tutti arrestati, verranno presto prosciolti dal tribunale di Chiavari.

Ora questa piazza porta il suo nome, Giacomo Bastreri, inciso nel marmo della targa odonomastica sopra la scritta “Martire della Libertà”. Ora questa piazza odora di decomposizione e diesel combusto e nei suoi bar con i tavolini all’aperto servono costosi drink annacquati. Un vecchio guarda il mare dalla sedia di plastica che si è portato da casa, accomodato per bene, in ordine come gli asciugamani intonsi di una stanza d’albergo. Se chiedi al vecchio chi fosse Giacomo Bastreri, ti dirà che è uno che hanno ammazzato i tedeschi, o forse i partigiani e che, comunque, i comunisti non erano mica meglio dei fascisti. Una crociera Costa attraversa il golfo: un alveare, le facciate delle Vele di Scampia nei fotogrammi sgranati di una serie TV. La sera si allunga e spinge i lampioni a specchiarsi nelle acque trasparenti del canale: è un’estate decadente, in un tempo di passioni tiepide, parole insignificanti, fotografie con i filtri, discussioni e commenti, cuoricini e pollici alzati. Sei qui. Ma avresti voluto vivere i giorni degli eroi, i giorni di Giacomo, quando sognare un mondo migliore era questione di vita, o di morte: il primo passo per costruirlo. Altro che cercare qualcosa che non faccia proprio schifo sulla scheda elettorale, una volta all’anno, per metterci la croce sopra e sentirsi un po’ meglio della media.

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