L’Orda

Dräkt,_Landsknekt,_Nordisk_familjebokEccoli che sciamano a folate veloci per le vie del centro storico, alcuni strizzati in improbabili bomberini griffati, altri sprofondati in morbidi parka Woolrich. Lanciano vuoti di birra petardi fumogeni. Sostano un attimo, ma non sanno star fermi e allora gironzolano iperattivi in cerchi concentrici sul pavé coperto di cocci, trincando a canna litri di doppio malto tra rutti sonori. Si muovono a volto scoperto, hanno occhi vivaci, labbra sottili, capelli cortissimi. Non i denti spaccati, le facce stravolte delle periferie inglesi. Non si nascondono, questi: sono nazisti, dicono, hanno certi amici potenti; sono benestanti, dicono, possono pagare avvocati e sanzioni. Non sono un’esplosione di rabbia sociale, sono gente selezionata, una élite, mica li fermi alzando il prezzo dei biglietti allo stadio. Vivono in appartamenti molto caldi, ecosostenibili, con finiture di pregio. Si riprendono dalle sbronze sfogliando riviste porno nella Jakuzzi, mangiano bio. Hanno studiato in scuole prestigiose, anche se probabilmente non hanno imparato granché. Infatti sono convinti che di bello e prezioso al mondo esistano solo i costosi devices elettronici di cui amano circondarsi, vetro e alluminio anodizzato da lustrare con cura, per filmare meglio le proprie imprese. Non sono l’Orda, gli invasori dei barconi da respingere in mare, da cannoneggiare, da tenere lontani dal sacro suolo patrio. Niente cartelli rossi con la scritta STOP INVASIONE per loro. Non portano l’ebola, la tubercolosi, la scabbia. Sono l’orda fighetta da Rotterdam. Se ne fregano dell’arte, se ne fregano del patrimonio culturale di un paese, di un continente, del mondo. Tanto, ghignano, è quel popolo stesso il primo a fregarsene. Danneggiano capolavori, sfregiano istituzioni, irridono la cultura: mangiatevela in un panino la Divina Commedia, luridi pezzenti! Un selfie tra le macerie di piazza di Spagna, una pisciata nella fontana del Bernini, un bel dito medio alzato verso la statua in Campo dei Fiori mentre gli vomiti contro. E poi via a braccetto, di corsa verso un altro drink. Verso la settimana bianca, lo shopping londinese, lo scotch invecchiato. Sono scesi in Italia, li abbiamo subito lasciati fare, accolti a braccia aperte, sono ricchi, belli, veloci. Non ci siamo accorti della loro calata finché ce li siamo ritrovati con la capitale in pugno. E allora che bruci questo paese, esplodano le sue istituzioni, la sua cultura giuridica, le sue scuole, il suo patrimonio artistico, il suo traballante benessere: sono arrivati i Rottamatori e non si fermeranno più.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

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