Terzo comandamento

red-bull_2533775bÈ l’ora che le macchine iniziano a imbottigliarsi di brutto: incastrate sulla rampa che discende verso il centro commerciale, fumano monossido e particolato in pazienti volute. Famiglie in scatola, con i nonni che magari siedono avanti, che stan più comodi, e le mamme incastonate tra i seggiolini e le portiere a contorcersi nel recuperare i ciucci finiti sui tappetini, che poi puliranno ficcandoseli in bocca. I papà attendono che quello davanti si muova e tamburellano i polpastrelli sul volante, vestiti che sembrano manichini rubati dalla vetrina di un negozio outlet in cartongesso: se guardi bene, una targhetta la trovi, attaccata alla cuffia, alla sciarpa o ai guanti morbidi in pelle. Coppie che si sbaciucchiano dentro le Fiesta, il subwoofer che pulsa, i Lumia fluorescenti in mano che scattano selfie e controllano WhatsApp.
E dentro a spingere carrelli, chiedersi che cosa ci facciano tutti qui oggi, sollevare pacchi, riempire buste, caricarsi bimbi sulla groppa, soppesare concentrati trabiccoli di plastica made in China, sudare, fare la faccia di quello competente, che non si fa fregare, cercare il bagno ché alla bimba scappa la pipì, fare sedere un attimo il nonno che minaccia di tirare le cuoia, caricare lo scatolone che è più grosso del baule nel baule troppo piccolo, chiedere per la spedizione, fare la fila, cercare il commesso. “Dov’è che si infila sempre il commesso?” “Fa finta di non vederti, guarda, che stronzo sfaticato!” “Ma c’ero prima io, perché diavolo va da quella là!” “Signora mi scusi!” “Si calmi! Siamo tutti sulla stessa barca, non è possibile, servono più commessi. C’è più gente: oggi è festa!”.
Su uno spiazzo grigio di fianco alla tangenziale sud gli indiani giocano a cricket, nonostante il monossido, la polvere che si deposita sulle barbe e questa nebbia sporca che confonde la vista. Indosso hanno giacche improbabili, piumini lunghi sopra i kurta consunti, qualcuno porta il turbante. Quando la mazza impatta la palla si sente un tonfo che diresti in grado di propagarsi per chilometri, da qui pare il tappo di una bottiglia di lambrusco che salta. Un gioco di traiettorie lunghe, corse, uomini in ginocchio o curvi in avanti. Partite infinite di pomeriggi, di domeniche intere, forse di settimane o mesi. Chissà come si tengono i punti.
La commessa del reparto decorazione del Leroy Merlin è bionda e gentile, spiega che c’è meno personale, proprio perché è festa e va così, nonostante ci siano un mucchio di clienti paonazzi per lo sforzo di santificarla. Un po’ di pazienza, insomma. Si scusa davvero e poi apre i cassetti con gli effetti personali suoi e degli altri impiegati. Sta lì sotto il banco dove si scelgono le stoffe per le tende. Ci mostra le confezioni di Red Bull da quattro lattine: ciascuno di loro ne tiene una scorta. Ciascuno di loro si fa di Red Bull per correre più forte: “Ecco, vedete, facciamo di tutto per essere il più efficienti possibile, guardate qua. Ne beviamo tutti un sacco, sennò mica ce la faremmo ad andare così.”
Su uno spiazzo grigio di fianco alla tangenziale sud un gruppo di uomini dal copricapo arancione tenta di recuperare una palla che si è andata a cacciare chissà dove. Gli altri tirano fuori dei thermos che fumano tè. Si siedono sui talloni, tirano il fiato. Non c’è davvero motivo di avere fretta.

Annunci

Tag:, , , , , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: