E tu, quale Teo preferisci?

Come si infila nel letto la notte? Semplice: vestito solo di una cravatta viola. “Molto sexy, micio, davvero!” Gli ha detto la Giulia quando l’ha visto la prima volta. Ma quando scende dal letto, la mattina presto, il Teo sente freddo e si infila subito il camicione in pile con lo stemma del Milan sopra. Al solito uno sguardo allo scaffale della cameretta prima di partire, così, per darsi la carica con le piccole cose importanti di sempre: il gioco in scatola della Ruota della fortuna, avuto in regalo con i gettoni d’oro per la gloriosa partecipazione di tanti anni fa, la promessa degli Scout, una stazione di polizia della Lego, il librone del Signore degli anelli, un modellino della Ferrari GTO Rally dell’Ottantasei. L’Agnese è di là che ha già fatto il caffè, meglio sbrigarsi, sennò la diventa nervosa subito, quella là.

“Non mettere tutti quei COCO POPS nella tazza, non vedi che esce fuori tutto il latte!”

“Dai, Giulia. Non rompere i coglioni! Non vedi che son qui che tuitto…”

 

Il Teo @ilteo

Oggi è il giorno buono. SPARIAMO ai barconi di GUFI portano EBOLA. Occhio ai NEGRI portano SFIGA è #LAVOLTABUONA #NOINVASIONE

 

“Carino, eh?”

Lei sbircia lo schermo dell’iPhone mentre sbarazza la tavola.

“Amore, quanto ti amo.”

“Eh, lo so Agnese… un genio della comunicazione l’è il tuo Teone!”

“Chi, quale terrone amore?”

“Teone, non terrone. Son mi!”

“Cosa ti metti oggi per il passaggio del Jobs act in Parlamento? Camicia bianca?”

“Uhm, non dirmi, Giulia, che non hai lavato la felpa con scritto MONTE CITORIO! Ah, e poi mi serve anche quella con scritto BERG AMO, che vado a fare il presepe nella scuola di quel preside che l’ha vietato. Anzi, aspetta un po’ che tuitto…”

 

Il TEO @ilteo

PAZZESCO. A Istituto de Amicis di BERG AMO preside vieta presepe. Adesso vado là IO a farlo. È #BUONASCUOLA del #merito #ariano

 

“Senti, Agnese. Riesci mica a tirarmi fuori il giubbetto di pelle. Mi sembra abbastanza cool, no?”

“Per fare che?”

“Come – per fare che? – Che roba vuoi che faccia? Gesù bambino nel presepe vivente della scuola di BERG AMO.”

“Ma… mica ti vorrai spacciare per un bebè? E poi… sul giubbino alla fonzie manca la scritta…”

“Dici che è meglio se tengo il ciuccio in bocca? La scritta la faccio con l’UniPosca, bella grossa. BERG AMO, no, anzi, BET LEMME, sennò non è realistico.”

 

“Giulia, amore? Mi provi il discorso per stasera?”

“Certo Teo, dove vai?”

“Uh, sono ospite da Vespa. Puntata sui giovani: un giovane che ce l’ha fatta in mezzo ai giovani che non ce la faranno mai. Ah, è pronta la giacca con scritto sopra VE SPA?”

“Uff, quante pretese! Allora il discorso? Parlerai un po’ di scuola, no? Diccelo che io faccio l’insegnante precaria a milletrecento euro al mese, siamo sulla stessa barca.”

“Ascolta, ecco il discorso: ragazzi, mettiamoci in gioco! Basta con i giochini della politica che sono contro le nostre tradizioni, viva la bistecca, abbasso il cuscus. Io vi propongo una cosa: giochiamocela! Proviamo a fare! Io sono giovane come voi, più giovane di voi, anche più intelligente, più sexy, più brillante. Quanti di voi hanno già l’iPhone6? Io ce l’ho di già, anzi n’ho due. Volete diventare come me? Lo diventerete, ho fatto il Jobs Act apposta, per mandare via le badanti dell’est che portano la tubercolosi e spiano quello che avete in casa per mandare i loro amici a rubare. Togliamo l’articolo 18, un residuato del vecchio modo di fare politica per aiutare i rom a togliere il lavoro ai ragazzi di buona volontà. A tutti voi io dico: rimbocchiamoci le maniche! Facciamo la Lega della nazione, il Partito dei popoli. E poi, tutti insieme, compilando il questionario on line, cambiamo la scuola, facciamo la Buona Scuola. C’è un testo, pronto, su internet, che potete approvare tutti quanti. Sono stato stamattina in una scuola di Bergamo, a testimoniare il mio ruolo di Gesù bambino e per stare vicino anche ai pastori. Ecco, in quella scuola il preside ha vietato il presepe perché dice che è discriminatorio. Nella Buona Scuola questo non succederà più. Gli stranieri non sono contemplati, neanche i disabili. Chi merita di più, come me, va avanti. Alla vostra età non trombavo mica, eh? Adesso sapete quante avances ricevo su facebook? E c’ho anche più amici di voi…”

 

 

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

One response to “E tu, quale Teo preferisci?”

  1. roceresale says :

    Ovviamente (non) mi viene da ridere.

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