Archive | settembre 2014

L’angoscia dell’influenza

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Stando ai dati Istat 2011 il 47% delle donne italiane, in quell’anno, non ha letto libri. Per quanto riguarda i maschietti, tradizionalmente dediti a più virili occupazioni, tanto che già il Boccaccio si rivolgeva a un pubblico femminile, i non lettori arrivano al 60%. Che in Italia si legga pochissimo non è certo una novità. Ma di fronte a tanta desolazione non può che sorprendere e consolare come la lettura, nel nostro paese, per quanto scarsa, si riveli tuttavia decisamente feconda. A quanto pare infatti ciascun italiano, nella vita, è stato influenzato da dieci libri. Le tendenze sui social parlano chiaro: le liste con “i dieci libri che più mi hanno influenzato” o “che più hanno segnato la mia vita” irrompono epidemiche e prepotenti sugli schermi azzurro facebook di telefonini e tablet.

Ecco, che fossimo un popolo profondamente influenzato dalla buona letteratura, lo sospettavo da tempo. L’elevato grado di civiltà che si respira all’interno di un outlet della pianura padana, per esempio, è una spia inequivocabile di come la lezione dei classici sia viva nel quotidiano degli italiani. E cosa dire poi della qualità sopraffina della TV generalista nazionale? Chiaramente si rivolge a un pubblico il cui gusto è plasmato da letture altissime. Gli ingorghi stradali, in città, si risolvono spesso in dispute tra dantisti, categoria che per altro annovera tra le sue fila anche celebrità come Marcello Dell’Utri. In quale altro paese, se non la coltissima Italia, lo sbarco di profughi in gran parte in fuga dalla Siria scatenerebbe un allarme tubercolosi? Mi rendo conto che tendo a divagare e che sia invece meglio restare sul pezzo, che poi è il tema di questo post: il problema dell’influenza.

Influenza, già. Perché qui non si parla dei dieci libri che sono semplicemente piaciuti di più, ma di quelli che hanno segnato le nostre vite così interessanti, forgiato le nostre personalità così complesse, edificato il nostro solido e articolato sistema di valori. Un’influenza che evidentemente è così forte da esprimersi non solo a livello individuale, ma da investire anche il piano collettivo. Interpretando le linee di tendenza ben evidenti nelle liste dei “dieci libri” si potrebbe quindi ricostruire lo Spirito della nostra Nazione. Un’operazione tanto ambiziosa, però, richiede anni di lavoro e spazi diversi da quelli di un blog. Tuttavia qualche considerazione sui libri più “influenti”, quelli cioè citati con maggior frequenza nelle catene su facebook, e sulla natura di questa “influenza” può comunque essere fatta.

Harry Potter, in assoluto il più citato, ha formato contemporaneamente grandi e piccini. La Rowling è assimilabile ai pilastri della storia letteraria occidentale, quali Omero, Dante, Shakespeare o Goethe: non sorprende che gli italiani, lettori di razza, si siano fatti influenzare da lei. Siamo un paese dove tutto è magia, sogno e incanto. Il signore degli anelli è in assoluto l’opera letteraria più pallosa della storia, dalla quale è tratta la serie di pellicole più incredibilmente pallose delle storia. Gli italiani non lo leggono per gusto, ma per formarsi al lavoro inteso come sacrificio, così necessario in questi tempi bui. La Bibbia non l’ha letta nessuno, su! Ma tutti hanno un amico ciellino su facebook. La presenza di Piccole donne tra i libri più influenti spiega invece come l’Italia sia la patria dell’emancipazione femminile in particolare, e in generale dell’emancipazione di ogni minoranza vilipesa, la Mecca degli oppressi. La casa della libertà, insomma. Il mastino dei Baskerville: chi non è stato influenzato da Sherlock Holmes scagli la prima pietra. Le notti bianche davanti ai plastici di Bruno Vespa le abbiamo fatte tutti. L’italiano ama la giustizia e la privacy. Tantissimi influenzati da Il libro di Mormon, ma l’insegnamento principale di questo importante testo, ovvero che in bicicletta si debba indossare il caschetto, stenta ancora a decollare. Questione di tempo. Molto successo riscuote anche Sulla strada di Kerouac, naturale complemento al testo mormone insieme al Pasto nudo, che però purtroppo non rientra ancora tra i testi più influenti. L’astuzia italiana, quella dote pregevole che ci toglie d’impaccio sostituendo una furbata all’impegno, si apprende dall’Odissea, mentre l’amore incondizionato (a distanza) per gli orsi bruni e gli animali feroci in generale viene da Il richiamo della foresta.

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