Come gira il mondo o giù di lì

061114_1702_Comegirailm1.jpgCapita che sorpassi un camion carico di maiali, su una di queste statali che portano dall’Appennino alla città: starci dietro è impossibile, il carico pencolante fa davvero paura e poi il tanfo è insopportabile. Allora metti la freccia, scali la marcia e vai, il più delle volte rischiando un frontale. Il cassone scivola alla tua destra, infinito. Tra le sbarre delle gabbie vedi decine di grugni incastrati, le narici che fremono succhiando l’aria di furori, l’aria della libertà, l’ultima aria pulita. Probabilmente li attende il macello: chi c’è stato e li ha visti sa bene che, quando arrivano lì, gli animali sono perfettamente consapevoli di cosa li attenda. Sfilano tristi e vanno alla morte, per il bene dei salumifici della valle del mangiare e per il male del sistema cardiocircolatorio dei valligiani. Per carità, niente polemiche. Come si fa a rinunciare al prosciutto che, tra l’altro, sul banco del reparto salumeria dell’Esselunga, ha un aspetto ben diverso? Niente nasi, orecchie e occhi tristi a impietosire cuori teneri. L’industria alimentare fa girare l’economia e le contraddizioni fanno parte del gioco. Che farebbero tutti gli arabi dei paesi qui intorno senza cosce di porco da disossare, chiedendo scusa ad Allah di un lavoro tanto blasfemo quanto necessario?

Rientri in corsia appena in tempo per evitare un Cayenne che traina uno di quei rimorchi aerodinamici per il trasporto dei cavalli. Al volante c’è un tipo con gli occhiali da sole colorati che sta proteso con tutto il torso verso una bionda. Siccome è un uomo, gesticola come un matto e le spiega per bene qualcosa, probabilmente come gira il mondo o giù di lì. Chissà come gli vuole bene, lui, al suo cavallo! Più che un animale, ti direbbe se glielo chiedessi, è un amico. E chissà com’è contento il cavallo, di andare in giro a cento all’ora dentro quel guscio di plastica e metallo… Ma, tutto sommato, sta di gran lunga meglio di quei salumi che camminano, imprigionati là, sul camion che ora perde terreno alle mie spalle.

Mentre abbassi il finestrino per fare entrare un po’ di aria respirabile e spingere via dall’abitacolo il puzzo di porco, ti ricordi che c’è stato un periodo nel quale si faceva un gran parlare della possibilità di utilizzare, un giorno, gli organi del maiale per i trapianti. Esiste una certa compatibilità, infatti, tra l’organismo suino e quello umano e sono stati finanziati studi al fine di perfezionare specie di maiali in grado di fornire organi trapiantabili senza rigetto. Chissà a che punto è la ricerca, magari non se n’è fatto più nulla. Di sicuro però c’è che i preziosi suini da trapianto non verrebbero trasportati come deportati in giro per la Pianura in questo modo agghiacciante. Sarebbero belli puliti e profumati, vivrebbero in porcilaie hi-tech con tutti i comfort, sistemati in ampie camere singole dotate di trogoli con acqua minerale, aria condizionata e filodiffusione. Morirebbero sedati e incoscienti, in un lettino di ospedale. Altro che macellazione con pistola a proiettile captivo e successiva iugulazione. Sarebbero dei privilegiati, in qualche modo, in confronto ai porcellini del tir, vera e propria icona di oppressione, con il loro musi schiacciati contro l’acciaio delle gabbie. Ma godrebbero comunque di uno status sociale inferiore rispetto, per esempio, al tuo cane: assistenza sanitaria puntigliosa e qualitativamente superiore a quella che si concede il padrone, esenzione da ogni tipo di attività domestica non ludica, priorità nella scelta dei cd da ascoltare in macchina. Un vero barone insomma. Anzi, per la precisione, una vera baronessa capricciosa.

Capita che sorpassi un carico di maiali, e che rammenti come tutto ciò che ha a che fare con l’uomo finisca inevitabilmente con l’obbedire a dinamiche di oppressione e privilegio. Bella specie, la nostra.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

2 responses to “Come gira il mondo o giù di lì”

  1. tilladurieux says :

    La chiosa finale sarebbe da stampare su magliette e cartelloni.

  2. roceresale says :

    Verrà un giorno che alla guida dei Cayenne protesi verso bionde ci sarà un maiale. Ah. Eh. P.s. Hai sempre un modo acuto di raccontare le cose.

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