Tre santi

Nuovo-Barca-di-soldi_CV-big.jpgIl distributore automatico della tabaccheria di via Imbriani sembra la plancia di comando di uno shuttle. Ha un intero settore, sulla sinistra, dedicato alla distribuzione di biglietti gratta e vinci. Prendi Tutto, Asso piglia tutto, Nuovo MegaMiliardario: i nomi delle lotterie sono pacchiani quanto la grafica dei biglietti. Hanno un gusto tanto cattivo che, oltre che per questi tagliandi, viene buono solo per certe riviste scandalistiche e per le insegne dei Compro Oro. Per i sogni dei disperati. C’è un distributore di gratta e vinci insomma, e bello grosso, lì, in via Imbriani. C’è la signora dell’Est che, messa a letto la sua vecchia d’Occidente, se ne esce per fare una passeggiata con il cagnolino. È sempre in ordine, gli abiti consumati ma croccanti di bucato, un filo di trucco. Infila i cinque euro nella fessura, ritira il suo tagliando, lo gratta, lo butta. Infila un altro pezzo da cinque, ritira il biglietto, lo gratta, lo butta. Poi, di nuovo, gratta e butta. Gratta e butta foglietti di carta luccicanti di patina e argento graffiato nel cestino alle sue spalle. Quindi china la testa e appoggia la fronte alla pulsantiera luminosa. Le spalle sussultano appena, sollevate da singhiozzi leggeri.

L’ambulante cinese che si fa via D’Azeglio avanti e indietro sembra un albero di Natale, avvolta in quel caos di cianfrusaglia fluorescente che nessuno può desiderare di comprare. Ma chi è l’imbecille che ti ha caricato con ‘sta roba inutile? Come fossimo in piazza San Marco. Non poteva darti rose, accendini o fazzoletti? La guardi aggirare i grovigli di corpi ubriachi della movida, saltellare tra i bicchieri di plastica calpestati e tovaglioli sporchi. Si avvicina timida a un tizio con il telefono in mano: “Complale?” Lui non la nota nemmeno, non le risponde, non la allontana. Seguita a scivolare l’indice sullo schermo, il chiarore azzurrino illumina la bocca aperta, la lingua appena sporgente, gli occhi a palla. Lei prosegue verso due ragazze che, con la mano libera dal bicchiere di mojito, si strattonano i capelli urlandosi insulti.

Davanti alla chiesa di Santa Maria, appena discosto dal portone d’ingresso, c’è steso un mendicante. Un sottovaso di plastica verde, un cane spelacchiato e una gruccia disposti per terra, insieme a un messaggio scritto a pennarello su un foglio stropicciato. Un plaid a quadrettoni tirato sulla pancia, sonnecchia. Un ragazzetto esce dalla messa, calzoncini corti beige, mocassini blu, camicia a righe ben abbottonata fin sotto il mento. Si avvicina al clochard, curioso. Strizza gli occhi per proteggerli dal sole d’aprile, mentre studia la scena. Poi molla un calcetto al piattino, rovesciando le monete. Il tipo apre gli occhi: “Ma che diavolo…” Il bambino fa un altro passo avanti, gli arriva a un metro: “Ehi, bellezza, sai che puzzi?” Quindi scappa lungo strada del Quartiere.

Questa è Parma, in questi giorni di canonizzazione di papi, di culto del capo, di santificazione del potere. Questi sono i suoi santi.

Annunci

Tag:, , , , , , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

2 responses to “Tre santi”

  1. poetella says :

    bel quadretto.
    Beh, bello nellasua espressione, che in quanto a quello che descrive…davvero desolante.
    Bravo.
    (o brava? ancora non so…)

  2. Misterkappa says :

    Bel post, mi piace! 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: