Supermegawow, certezza di esperto

Antonella-Clerici-La-Prova-del-CuocoL’esperto Supermegawow, per gli amici Supermega, fa la sua comparsa, puntualità di una cambiale, simpatia di un raffreddore, nei pomeriggi pallidi d’ottobre che trascolorano i versanti là, oltre le vetrate dell’aula magna della scuola, dove regna libertà. Ci sono almeno tre modi di assistere allo show di Supermegawow: c’è chi segue attento, prende appunti, dice la sua e, insomma, ci crede; c’è chi ascolta, ma bada bene di ostentare superiorità, perché: “Cosa vuoi che abbia, io, con tutta la mia esperienza d’insegnamento, da imparare da te?”; c’è, infine, chi si dedica appassionatamente ad altro: sfoglia riviste patinate, corregge compiti, smanetta con apps più o meno sane. Emiliano, cuore anarchico ma temperamento pavido, apparentemente segue i disegni tracciati dalle ultime mosche nell’aria viziata della sala, ma in realtà studia la situazione e tende bene le orecchie. Tiene, per dirla in breve, i piedi in due scarpe, per ingraziarsi cinici e invasati.

Supermega questo pomeriggio ha un compito gravoso, in effetti: deve spiegare come avvicinare i ragazzi, oggi, alla letteratura. Le premesse per riuscire bene nell’impresa ci sono tutte. Tanto per cominciare, qui dentro, è il più stiloso di tutti: Ray-Ban di plastica colorata, aggressivi ma non troppo, peli bene in ordine, lampadatura tutta padana a dare il tocco metrosexual. In secondo luogo è spigliato, divertente, carismatico, infila le battute al posto giusto con l’aria di quello cui non è mai capitato, nella vita, di ritrovarsi a ridacchiare da solo. La letteratura, a differenza di noi insegnanti, grigio gregge di sterili strutturalisti, la vive, la respira, la percorre. Poi, soprattutto, conosce i giovani. Già, avrà settant’anni, ma sa tutto, proprio tutto, dei ragazzi. Li “sente”, lui, perché è giovane dentro, almeno così pare di intendere dai suoi discorsi. Ci sa proprio fare, ecco.

Supermega spende la prima metà del suo intervento a illustrare queste cose, a tracciare la dimensione dello scarto tra noi e lui. Tra sfiga e verità. Alla fine, poggiando su queste solide premesse, abbassa la voce e, con tono confidenziale, ci consegna le sue dritte sull’argomento del giorno: “Ai ragazzi di oggi, la letteratura, bisogna fargliela sentire. Quindi leggetegli i testi e toccategli l’anima, a questi giovinastri. Mollate lì con le menate, cari prof, via la critica, la metrica e la storia! E poi, lasciate proprio stare il passato, agganciate tutto alla contemporaneità, al vissuto dei ragazzi. Ditegli che la selva oscura è come il bosco qui fuori. Che Silvia è come la biondina di 2B. Un ultimo consiglio?” La sala ora è attenta. “E daccelo, quest’ultimo consiglio…” Dicono le molte teste sollevate dalle varie occupazioni. “Leggete loro D’Annunzio.”

Supermegawow ha finito, ora vuole sentire le nostre opinioni, ci interroga proprio. Nessuno esce volontario, allora chiama lui. Ma non era tutto fuori che un prof? C’è il fuggi fuggi, chi rimane in sala fruga affannosamente nella borsa o cerca riparo chinandosi dietro le sedie. Emiliano conta le mosche, sbadato, e viene beccato. “Lei, per esempio, cosa fa in classe?” Tuona l’esperto. Emiliano ci mette un po’ a capire che il tipo dice a lui e, quando lo realizza, vorrebbe alzarsi, quasi come Malaussène nel Paradiso degli orchi, nella scena dell’assemblea sindacale e, nel bel mezzo di una sala attonita, mostrargli il medio sorridendo. Ma è pavido e allora risponde a Supermega quello che pensa, che poi è anche quello che l’esperto vuol sentirsi dire: “In primo luogo, quando sento parlare di poesia che tocca le anime, ho il voltastomaco. La letteratura tocca ciò che esiste, direi, e a volte lo trasforma pure. Perché non è la letteratura che si adatta a noi, al nostro mondo, al contemporaneo e meno che mai al vissuto dei ragazzi. Ecco, la letteratura disegna mondi altri, a volte lontanissimi e per questo affascinanti. La letteratura prende questi mondi e ce li fa attraversare, li rende possibili. Quindi, io non parlo alle anime. E non attualizzo, non aggancio “vecchiume” al quotidiano, perché la Commedia è molto più attuale di ogni porcheria propinata a mestolate dal baraccone massmediatico ai miei ragazzi. Infine, per quanto riguarda D’Annunzio pensavo, quest’anno, di saltarlo.” Supermega scuote la testa: “Ecco, vede, lei mi sbaglia l’approccio.”

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

11 responses to “Supermegawow, certezza di esperto”

  1. Antonio says :

    Saltalo, saltalo, se fossi un tuo allievo ne sarei molto, molto contento. 🙂

  2. bozzobox1000 says :

    Accipicchia, Emiliano! Ci racconti nientemeno che di Supermega, un supereroe.

    Un supereroe postmoderno, però.
    Il buon vecchio Uomo Ragno interveniva con abnegazione, rimettendoci talvolta lo stipedio o un appuntamento di lavoro.
    Il supereroe postmoderno, invece, non penso che sia intervenuto gratuitamente in aiuto dei poveri prof disorientati…

  3. Bisus says :

    Ci pensavo, infatti, di spostare D’Annunzio in sezione ragazzi 🙂

  4. roceresale says :

    Inutile dire che ti adoro. Inutile dire che l’avran pagato il Supermegauao de sta cippa, vero? L’unica è che mi hai fatto schiantare con D’Annunzio, per motivi che non sto a dire. Sono corsa a metter via i ray-ban e a controllare che il viso sia giallognolo modello novembre a varese.
    Tutto a posto.
    L’han pagato eh?

  5. Claudiappì says :

    E invece per me c’hai proprio ragione tu. Altro che Supermega.

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