Cattivo maestro

Gran-Torino

È quando sei lì, il tubo dell’aspirapolvere in mano, la testa incastrata sotto il sedile del passeggero, la leva del cambio piantata tra le costole, che hai la conferma di ciò che da tempo sospetti: lavare la macchina, proprio, non fa per te. Come del resto per te non fanno la gran parte delle classiche occupazioni da maschio bianco occidentale eterosessuale. Riemergi dall’abitacolo compensando qualche sfarfallio da sbalzo di pressione, deglutisci e ti guardi attorno attonito: uomini che spruzzano acqua mista a shampoo, spalmano cere, lucidano carrozzerie, colorano di nero il profilo degli pneumatici, consumano la renna sui cristalli scuri delle loro vetture fiammanti. Osservano critici il risultato, succhiando con gusto Marlboro rosse, si sporgono in avanti per gli ultimi ritocchi, strizzando gli occhi nel fumo. Uomini soddisfatti, la domenica mattina, che poi vanno a prendere la famiglia che esce dalla messa, che poi vanno a pranzo in trattoria, che poi vanno a vedersi la partita del Milan su Sky, che poi vanno a fare cose così, con la loro bella auto lustra.

Ci sono cose che proprio non fanno per te. Hai presente quei tipi alla Clint Eastwood in Gran Torino? Che tengono il garage tutto bello ordinato, gli attrezzi appesi alle pareti, chiodi e viti raccolti per tipo e misura, ordinati in scatoline di plastica colorata riposte con cura nei cassetti del banco da lavoro. Ecco, quei tipi che riparano le grondaie e verniciano ringhiere, fischiettando, nell’aria tersa delle mattine d’inverno. Factotum sempre pronti a dare una mano ai vicini, che sorridono appena finito il lavoro e non vogliono quasi essere ringraziati: “E di che cosa? Per così poco, una stupidaggine…” Tu, magari, gli attrezzi ce li hai pure, perché te li ha regalati tuo padre, ma li tieni accatastati in cumuli impenetrabili, metà in soffitta, metà in cantina. E se ti serve un martello lo cerchi per un po’, poi vai al Brico e lo ricompri e, già che sei lì, ricompri anche i chiodi, non sia mai che tornato a casa tu non riesca a trovare quelli che avevi preso l’anno prima. Sfiancato dal centro commerciale non hai più voglia di appendere quel quadro. Allora lo fai di malavoglia, maledicendo il mondo e senza prendere le misure, così va a finire che lo attacchi via storto.

Una volta, un vicino, ci ha anche provato a correggerti. “Guarda,” ti ha detto: “smettila di parcheggiare per la strada, la macchina si sporca e, alla lunga, si rovina. Ti insegno io come infilare l’auto nella rimessa, non è impossibile come dici, anche se lo spazio di manovra è veramente stretto.” “Grazie,” hai risposto: “Va bene, appena hai tempo, sono pronto.” Poi l’hai evitato per un paio di mesi, finché lui non ha mollato. Magari s’è convinto anche lui che è da fessi fare quarantacinque manovre quando la puoi piantare comodamente alle intemperie, l’auto, senza sbattimenti. Pazienza, se non avrai la soddisfazione di riuscire, con tutto quel darci di volante e di frizione, a ficcarla nel box.

Queste cose da uomini, ribadisci, non fanno per te. Sarà un po’ per quello che fai l’insegnante, che tormenti la letteratura, sprofondi nelle parole. Sarà per non sentirti solo che la letteratura la vuoi spiegare agli altri. Vorresti essere uno che crea disadattati che non lavano la macchina, così, per avere compagnia. E ti piace, lo so, sentirti un cattivo maestro, anche se proprio non lo sei. Perché è una formula tornata di moda, in questi giorni: Erri de Luca viene additato con indignazione bipartisan per essersi schierato a favore dei sabotaggi al cantiere del supertreno in Val di Susa. “Questa specie di scribacchino è un cattivo maestro, la deve smettere!” Urlano tutti sulla Repubblica e sul Corriere. Urlano forte, ma non spiegano perché i cattivi maestri siano sempre intellettuali, scrittori, artisti o filosofi e mai, ma proprio mai, politici corrotti, puttanieri, ignoranti e sguaiati.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “Cattivo maestro”

  1. ludmillarte says :

    eh già, proprio così. chissà perchè… (senza considerare che stimo moltissimo Erri De Luca). bel post, ottima conclusione. grazie

  2. tilladurieux says :

    Ecco. Confesso di essermi lasciata andare al giudizio facile sulle persone osservando la loro macchina. Troppo pulita: non vai bene. Lercia: vai benissimo.

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