Altre storie di Monterosso

Rocambolescamente sopravvissuto a un attentato immaginario, il noto giornalista che si fregia d’essere antipatico trascorre ora vacanze profumate di fiori e di limone nella sonnolenza molle di Monterosso al Mare. Eccolo che si sfila da un portone per guadagnare la strada dove, paziente, lo attende grintosa una vettura sportiva dai vetri oscurati. Nonostante i capelli bianchissimi il viso colpisce: ha il pallore di una luna fredda e fa decisamente impressione, qui, tra nugoli di vacanzieri ulcerati dal sole. Avanza ciondolando un po’, forse per il caldo che lo scioglie dentro il completo scuro. Con entrambe le mani si fa schermo davanti agli occhi blu, socchiusi, un po’ per difendersi dalla limpida luce del giorno, un po’ per celarsi agli occhi curiosi dei passanti: è sicuro di avere moltissimi ammiratori tra gli americani e i giapponesi che affollano le Cinque Terre e oggi non ha tempo né pazienza di trattenersi per scarabocchiare autografi e scattare foto. L’Alfa Romeo grigia lo saluta con un ruggito, un uomo scende e gli apre una portiera, lui svanisce inghiottito dai sedili in pelle. Prima che l’auto schizzi via con uno scatto improvviso, il vetro posteriore si abbassa, proprio dal lato del rinomato passeggero. Il volto algido, bianco e scavato dell’Antipatico riempie per un attimo il finestrino. Con sguardo inespressivo accompagna i turisti carichi di asciugamani che sciabattano in infradito di ritorno dalla spiaggia, quindi, repentino, schiude le labbra in un sorriso sottile, che scopre gli incisivi taglienti e rivela due canini lunghissimi e affilati.

Il canotto giallo oscilla pericolosamente sulle onde mentre il bambino, incosciente, si sporge armato di retino per cavare qualcosa dal mare. Uno, due, tre tentativi. Infine, soddisfatto, tira in barca la massa gelatinosa di una medusa e si mette ai remi. Guadagna la spiaggia, tira a secco l’imbarcazione e raggiunge le rocce, dove soddisfatto affida all’inclemenza del sole la preda agonizzante. Quindi, ignorando i richiami distratti di una nonna rovesciata, in stato semicomatoso, sotto un ombrellone, torna al lavoro tra i flutti. Urla: “Adesso uccido tutte le meduse, così dopo puoi fare il bagno!” Il mare è un brodo accogliente per l’enorme sciame che la mareggiata dei giorni scorsi ha spinto sino a qui: decine e decine di celenterati rossicci oscillano nella corrente. Il pomeriggio si trascina lento mentre il cacciatore bambino insegue infaticabile un’impresa impossibile. Quando l’ombra ricopre la spiaggia e stese sulla sabbia non sono restate che tre o quattro persone, lui è ancora lì, caparbio, che spinge sui remi e affonda il retino: la missione è troppo nobile per piantarla a metà e solo lui, che ha fegato per sfidare i tentacoli urticanti, può portarla a termine.

Sarà che a Monterosso, forse per colpa di Montale, dei turbini e dell’attesa di una tempesta che ci possa svelare un qualcosa, le storie che si incontrano mettono voglia di dare un senso, ancorché banale, al quotidiano o sarà che è già agosto e non c’è niente da fare: non puoi che ricamare un po’. Non puoi che constatare le solite verità da quattro soldi. Coloro che vivono avvinghiati alle sottane dei potenti, così privi di sogni e di speranze, del potere non possono che assumere il volto feroce e vampiresco. E a coltivare sogni smisurati, a tentare avventure impossibili, mentre noi grandi sonnecchiamo, non sono rimasti che i bambini.

Le prime due storie di Monterosso sono qui.

Annunci

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

4 responses to “Altre storie di Monterosso”

  1. maurizio vito says :

    Al mio paesello c’è una signorina che bazzica le televisioni dell’hinterland milanese, dopo aver tappezzato per un po’ un noto ‘tribunale’ calcistico. La signorina suddetta, ad un party in cui presenziava il sig. no martini no party si fece fotografare come se fosse attaccata a lui. Divenne ‘subito’ una possibile fiamma del divo. Presunti giornalisti vennero al paesello ad intervistare la mamma della possibile fidanzata del divo, che, forte del suo accento rurale e di sani principi, si disse veramente contenta se la figlia avesse condiviso il letto del noto sciupafemmine. Purtroppo per la mamma, non potè sfoggiare il suo accento bresciano davanti all’ex-medico di pronto soccorso. Le sarà rimasto il sogno, pure a lei. È l’effetto collaterale del virus che infesta l’Occidente tutto (senza quasi): finte imprese, finti eroismi, finte possibilità. A chi guarda rimane il meno finto dubbio che, come la Laura Antonelli di un film di quarant’anni fa, si sia tutti caduti assai in basso.
    Goditi il mare, Emiliano.

  2. myfullresearch says :

    Buone vacanze !
    mfr

  3. ka0tika says :

    Sarò passata una trentina di volte lì e non mi sono mai accorta di quel gigantesco uomo di roccia che c’è nella foto.. non posso crederci -.-“

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: