Non siamo niente male

Quando sfilano contro il tramonto così affiancate, nel tripudio di nastri e lacci di cuoio, verniciano la passeggiata Morin di smalto fiammante, accendono i riflettori sullo stanco trantran della Spezia risvegliando umori e passioni. Il giovanotto stravaccato sulla pancaccia di pietra in posa melliflua si scuote e le apostrofa con un fischio leggero, rollando una sigaretta; le teste dei mangiatori di muscoli al banco dei mitilicoltori si sollevano e si voltano come un’onda al loro passaggio, le conchiglie sospese a mezz’aria. Portano nomi importanti, Lucrezia, Matilde e Antonietta, e non sono mica tipe qualunque, lo si capisce al volo. C’è la campionessa italiana di bellezza, che è anche la più giovane e la più maliziosa, con quello sguardo diritto e sfrontato; c’è Matilde che si fregia del titolo mondiale, sempre di bellezza, e detto tra noi è un vero bocconcino; infine Antonietta, che non è solo un oggetto: infatti benché vicecampionessa di bellezza è stata insignita anche del titolo di campionessa in lavoro, nella specialità della ricerca di animali feriti: nessuno come lei ti segue una scia di sangue nel sottobosco dell’Appennino.

La padrona le porta a spasso fiera, a petto in fuori, gli occhi gonfi di orgoglio: “La vita, la mia vita non sarebbe la stessa senza di loro, senza i miei bassotti!” “Come la capisco signora, io, senza di lei, non riesco a vedermi…” Tiro uno strattone alla mia bastardina per interromperla mentre si gratta furibonda dietro un orecchio, proprio lì, proprio al cospetto delle miss Bassotto che sfidano altere lo struscio serale. “Senta un po’, signora,” le chiedo curioso: “Ma com’è che fanno a stabilire che una è campionessa d’Italia e quell’altra del mondo?” Lei alza gli occhi al cielo, chissà quante volte l’ha già dovuto spiegare, quindi attacca paziente a parlare di misurazioni: un certo peso per una tale altezza al garrese, un certo giro vita, gambe più o meno arcuate, ciuffi di pelo che mancano o che avanzano, una certa lunghezza del cranio, una fronte spaziosa ma non troppo, orecchie morbide, code eleganti, portamento e attitudine e scioltezza nel mettersi in mostra e mille altre lombrosiane amenità. “Ma va’? Ma davvero?” “Sa che in Spagna e in America adesso va molto operarli per togliergli le corde vocali?” Mi dice la signora e aggiunge subito: “Ma io sono contraria!”

Mi stupisco e ragiono che non è possibile, che se tutti sapessero che i cani sono misurati e giudicati in quella maniera e che per essere sottoposti a tali selezioni sono incrociati e cresciuti secondo rigidi criteri, spesso operati e costretti a regimi alimentari e ad allenamenti assurdi, allora ci sarebbe un moto di indignazione e se ne parlerebbe in TV, per dire a Studio Aperto o sul Due, in una di quelle trasmissioni pomeridiane dove tutti piangono e si strappano i capelli. Sono cani, direbbero in molti, perché non lasciarli rincorrere in santa pace le loro puzze agli angoli delle strade? Poi penso a un video che è girato molto in rete, un filmato dove Fiorello e un gruppo di uomini al bar pontificano su quanto sia inopportuna la cancellazione dai palinsesti Rai del concorso Miss Italia: grande opportunità per le ragazze di mettere in mostra il fisico, certo, ma anche l’intelligenza, di sicuro una gara innocente che non ha mai fatto male a nessuno. Sarà, ma in merito ho i miei dubbi e poi che cosa ne possono sapere Fiorello e i quattro amici al bar di quello che viene dietro a un concorso di bellezza? Di sacrificio e di dolore? Perché ne parlano? Lascio le bassotte alla loro passeggiata, mi allontano e guardo la mia cagnolina caracollarmi dietro, trascinata dal guinzaglio, la faccia appiccicata ai ciottoli della pavimentazione in cerca di chissà cosa: proprio un esempio di cane sgraziato. Certo, le gare di bellezza non fanno per lei, anche se vi assicuro che, tutto sommato, non è niente male.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

2 responses to “Non siamo niente male”

  1. bozzobox1000 says :

    Io “miss italia” non l’ho mai capita. poteva avere un senso quando era giovane mio padre ed era un’occasione per rimirare una sfilza di gran belle gambe. ma da che io mi ricordi, di belle forme nude se ne son sempre potute apprezzare un po’ da tutte le parti. quindi, mi chiedevo, perché “miss italia”? perché?

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