Park Hotel Pacchiani

pacc

La goffa architettura del sontuoso Park Hotel Pacchiani, brutale parallelepipedo in mattoni con decorazioni neobarocche e neorinascimentali è così sgraziata, così pesante, che nemmeno il capace intestino dell’Oltretorrente, con tutti quei chilometri di reticolari diramazioni villose, riesce a digerirla. Dopo quattro anni di lavori, ha finalmente aperto i battenti, imponendo ai cittadini la sua ingombrante presenza: da qualsiasi parte lo osservi, da qualsivoglia distanza e con qualunque spirito, anche il più sbadato passeggere non può uscire indenne dall’incontro con il megacomplesso a cinque stelle. La vista di un simile mastodonte rosa può dare l’effetto di un ceffone a mano squadernata, in pieno viso, o quello di una ferita da stiletto nella schiena, proprio sotto la scapola: in ogni caso, non è piacevole. Il posto è così brutto, ma talmente sgradevole, che si vocifera di come gli ospiti dell’albergo siano attratti proprio dalla prepotenza bulimica di una struttura che stupra, schiacciandolo con la sua massa tremenda, il quartiere più bello della città. Cinque stelle di cattivo gusto, alla faccia del giallo dei tigli che si arrotola in mulinelli sui marciapiedi, dei muri storti dai colori pastello, del telefono a gettoni mezzo abbandonato che ancora resiste, lì, proprio davanti all’ingresso monumentale, sorvegliato nientemeno che da due leoni in pietra, del Pacchiani.

I dialoghi, tra i turisti che hanno pernottato qui e gli amici al ritorno a casa suonano grossomodo così: “Ah, sei stato a Parma? Ma dai! Hai visitato il Battistero, hai assaggiato il prosciutto?” “No, cioè sì, mmm… non ricordo bene, prosciutti? Però, sai, ho dormito in un posto… il Pacchiani! Oh, mai visto nulla del genere, guarda, te lo consiglio. Un ecomostro urbano, un incubo di mattoni e cemento. Quando sei lì, nel letto, no? Che ti rigiri tra le lenzuola nella pancia del pachiderma, ti senti… wow! Insomma, chi mai ci è stato, oltre a me, in un posto così brutto e cafone?”

Nei romanzi di Pennac, il protagonista Benjamin Malaussène insegna a Julius, fidato cane epilettico, a pisciare sui cartelloni elettorali dei politici di destra. È così che ho avuto l’idea, in questi giorni, di abituare il cane ad annaffiare le architetture che, negli ultimi anni, si sono impadronite della città, cominciando, ovviamente dal cancello del Park Hotel, così vicino a casa. Mi sono messo a gironzolare proprio lì davanti, armato di quadrupede. Nell’attesa dell’espletamento dei bisogni, vengo avvicinato dalla proprietaria di un barboncino brizzolato. Si tratta di una vicina, una maestra in pensione, oggi catechista per diletto: “Veh! Emiliano, ha visto che bello il nuovo albergo? Ci voleva, un edificio di pregio, qui nel quartiere…” “Mah! Non saprei, signora…” “Beh, ma almeno non ci sono più tutti quei bambini negri e marocchini che giocano al pallone qui in mezzo alla strada, li hanno fatti andare via, con il fatto che c’è l’Hotel e passano le macchine per andare giù nel parcheggio!”

“Già, sì… i bambini. La saluto, stia bene!” Chiamo il cane con un fischio. Andiamo! Torniamo a casa nel vento caldo di questo primo tramonto d’estate, con le spalle curve: i mostri di cemento in città sono solo lo specchio dei mostri che siamo noi, tra le quattro mura delle nostre case e non serve a niente pisciarci sopra, nemmeno come sfogo, nemmeno per ripicca. Perché siamo in troppi, e non ci sono in giro abbastanza cani.

 

Annunci

Tag:, , , , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

One response to “Park Hotel Pacchiani”

  1. tilladurieux says :

    Se vuoi ci vengo io a pisciarci di persona. E’ una mia peculiarità.
    E comunque un giorno ti regalerò un telefono a gettoni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: