Il professorone

mytablet2Si stropiccia via le cispe dagli occhi col dorso peloso della mano, stringe la cravatta sul colletto bisunto della camicia, si impomata all’indietro i capelli con una generosa dose di sego, si spazzola i denti con pasta d’acciughe ed è pronto: afferra la fida valigetta di pelle e salta in macchina per venire a scuola a rovinarmi la giornata. “Ciao, Emiliano! Senti un po’, a te che ti piacciono… Ma questi BES, sono handicappati o sono normali?” Esordisce mentre entra in aula insegnanti svolazzando in una nuvola di mosche. Non faccio nemmeno la fatica di provare a rispondere, tanto non mi lascerebbe parlare per più di due secondi, e infatti: “Comunque, io non lo so, questa ipocrisia tutta italiana per cui i non normali devono andare a scuola con gli altri. Io dico: se sei un DSA devi andare a scuola con i DSA, se sei un handicappato ci vogliono le scuole per gli handicappati, che così imparano meglio, se non sai l’italiano vai con quelli che non parlano l’italiano. Ma invece no! Siamo in Italia e allora vengono tutti qui! Non è una scuola, è la corte dei miracoli!” Già, infatti, ci sei anche tu. “Le scuole speciali ci vogliono, come in Germania! Loro infatti sono più avanti di noi.” Tira il fiato e si asciuga la bava con il risvolto della giacca: “Figurati che in classe c’è anche un orecchione e i ragazzi normali giustamente lo chiamano Tatone.” Sai come chiamano te invece? Puzzone, sempre giustamente, s’intende. “Comunque io sono stato chiaro con i miei alunni, gli ho spiegato che la famiglia è sacra e indissolubile, c’è il papà, la mamma, altro che scherzi della natura e poi gente che si separa e compagnia bella. Poi ho spiegato anche la mia teoria, che un uomo deve avere tre donne…” No, ti prego, non la voglio sentire, non ho voglia, davvero, risparmiami. “Non la conosci, la mia teoria?” Ammicca arrotolando e srotolando la lingua con aria di allusiva complicità. “Certo, la conosco sì, la tua teoria geniale. Ma lo sai, non fa per me.” “Sarai mica finocchio anche tu? Perché sennò ti faccio conoscere una zoccola che te lo fa passare il vizietto!” Poi si avvicina, abbracciandomi nel tanfo di sudore rancido che promana dal suo corpo, mi pianta addosso i suoi occhietti suini: “Scherzo! Non ti sarai offeso, lo so, va là, che non sei un busone!” Apre la borsa, tira fuori l’iPad, alita sullo schermo: “Certo che è ora che a scuola si usi solo il tablet, basta con tutti questi libri, gli astucci, i diari. Ciascuno con il suo bell’iPad davanti, capito Emiliano? Eh, ma lo so che tu sei uno di quei vecchi che non vuole, che poi è solo che non avete voglia di aggiornarvi, di stare al passo con i tempi. Fink different Emiliano, dai! Non puoi essere ancora lì fermo, in questo mondo tutto va veloce!” Già, in particolare sono veloci le idiozie, se riesci a spararne una ogni volta che apri bocca. “Guarda qui: un dispositivo magico e rivoluzionario, pensa se ogni alunno ne avesse uno sul banco, sarebbe tutto a posto, tutto ultrapiatto, velocissimo, che poi stanno anche più attenti, perfino i marocchini, ho visto, quando usano il tablet. Oh, mi ascolti? Stai fulisc, stai angri, è tutto lì: devi essere curioso anche tu, devi essere folle! Il mondo non aspetta mica quelli come te, con la matitona rossa e blu. Sai cosa puoi farci, con la tua matitona? A usare le app sviluppi il cervello invece, fidati, guarda me… ” Allungo l’occhio verso la partita a solitario in corso sul touch screen del suo giocattolino griffato: mmm, chissà come ti si sta allenando il cervello, vedi di non affaticarlo troppo!

P.S.

Cari genitori, il professorone, purtroppo, non esiste, quindi evitate di fare ricerche nella speranza di scovarlo per affidare i vostri pupilli alle sue cure. Per consolarvi posso dire che le sue idee innovative godono comunque di una certa diffusione nella scuola italiana, quindi, con un po’ di fortuna, potrete incapparci.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

2 responses to “Il professorone”

  1. tilladurieux says :

    Un paio di amici insegnanti mi descrivono talvolta colleghi che, in qualche aspetto, somigliano al professorone.

    • Emiliano B says :

      Il professorone sintetizza cose sentite negli ultimi anni, diciamo che è un “concentrato”. In realtà non siamo così male, spero, come categoria, sicuramente non siamo peggio di altri. Ciao

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