Il pensatore di riferimento

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È più facile incrociarlo nei locali di via D’Azeglio, tipo il Dulcamara o da Kikko, ma frequenta spesso anche i pochi posti decenti in quella parte di città che non vale troppo la pena frequentare, di là dal ponte, come che so, il Tabarro o l’Oste Magno. Ingurgita quintalate di stuzzichini da aperitivo, suo unico nutrimento: montagne di tartine rinsecchite, sale condito di noccioline, olive affogate in fluidi strani, dadini di emmenthal gommoso da infilzare con gli stuzzicadenti e cubetti di mortadella con il grasso giallo che vien via a grani dal macinato rosaverde. Trangugia litri e litri di spritz, appoggiato distrattamente al bancone in maniera che, chi voglia ordinare qualcosa al barista, si debba prima in qualche modo interfacciare con lui. “Mi scusi…” gli dice l’assetato avventore scuotendolo per la giacchetta di tweed: “Permesso!” Lui finge di non sentire e mena un’altra rimestata al drink annacquato che regge con la sinistra, mentre con la destra accompagna l’arringa con cui si rivolge al proprio disperato uditorio, una studentessa che punta con la coda dell’occhio la porta della toilette, unica via di fuga e il suo fidanzato, che inganna il tempo recensendo il locale su TripAdvisor. Parla veloce, parla di tutto, ne sa una più del diavolo, tanto che, grazie anche agli occhialini tondi, alla pancetta e alle sciarpine disordinatamente attorcigliate attorno al collo è diventato una specie di pensatore di riferimento, qui in città, in questa città che fu di sinistra in giorni lontani. “Lascia perdere i partiti,” dice, per esempio, il pensatore di riferimento ruttando al gusto Aperol: “è tempo di qualche cosa di nuovo!” Poi sterza, cambiando argomento, per non annoiare: “Finiamola con le rassegne cinematografiche, che palle! Piantiamola con queste cose da intellettualoidi, il teatro, i concertini, i sottoprodotti culturali a uso e consumo dei soliti quattro.” Ne ha per tutti, è un tipo piuttosto caustico, il pensatore di riferimento. Nel bel mezzo di una critica severa alla cucina di un locale, a detta sua troppo sofisticata, ci infila un’analisi della vicenda dell’inceneritore, che in un centro come Parma, che vuole essere europeo: “Ci sta tutto, insomma. I rifiuti vanno bruciati, del resto la differenziata è fallita anche in Europa. Guardate, fidatevi, io lo so bene, ho fatto l’erasmus a Barcellona dieci anni fa e ho visto con i miei occhi come queste ingenue politiche ambientaliste siano andate a sbattere contro un muro. Chi di voi riesce a raccogliere l’organico in quei cestini marroni, per esempio?” Quando si infervora, il pensatore di riferimento, si caccia in bocca ancora più arachidi del solito, aiutandosi poi col palmo delle mani aperto a spingerle giù in gola: “La sinistra vecchia ammuffita ha fatto il suo tempo, la destra pure, Grillo anche, perché è sia di destra che di sinistra. Ecco, solo Casaleggio mi convince, lui sì che è un personaggio trasparente, un vero volto nuovo, pulito.” Il pensatore di riferimento nota, sputacchiando smerigli di noccioline semimasticate, come l’eminenza grigia del M5S abbia un look davvero cool, poi chiude: “tifo il default, una bella botta per tutti, vai al bancomat e i dindani non vengono più giù, così dopo c’è la rivoluzione, quella vera, mica quella di voi comunisti, ma quella vera dura e pura di noi cittadini comuni che tra uno spritz e l’altro da anni disegniamo mondi migliori e adesso siamo pronti a rilevare le leve del potere. Con la meritocrazia, finalmente, e compagnia bella a farla da padrona.” Arrotola una sigaretta di profumatissimo Old Holborn blu ed esce teatralmente dal locale.

Racconta anche aneddoti spassosi, il pensatore di riferimento: “L’altro giorno, quando è nevicato, il mio vicino di casa è sceso a spalare, povero vecchio rimbambito e sapete che ha fatto? Ha mica fatto un colpo, lì, sotto i miei occhi. Mi è pure toccato chiamare l’ambulanza, che per fortuna è arrivata in fretta sennò crepava, quello scemo… settant’anni cosa vai a spalare? Dico io… ripeto, un miracolo che io fossi in terrazzo a fumare e l’abbia visto accasciarsi al suolo, così ho chiamato i soccorsi subito.” Tutti concordano, annuiscono, una bella botta di fortuna, in effetti. Solo il barista, roco, insinua il dubbio: “Ma te? Te che non fai un cazzo tutto il giorno, non potevi spalarla te la neve che hai trent’anni?” Il pensatore di riferimento alza gli occhi al cielo, mastica distratto una patatina, soffia via qualche briciola dalle punte delle dita: “Eh no! No, cari miei! Queste cose sono di pertinenza del Comune. Non sarò certo io a chiudere le falle del piano neve piegando la schiena. Per quanto mi riguarda si possono formare lastre di ghiaccio spesse quattro dita: è il Comune che deve muoversi.” Il pubblico annuisce convinto: “Bravo, bravo!” “Giusto, sì, colpa del sindaco!” “Hai proprio ragione, un altro aperitivo?”

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “Il pensatore di riferimento”

  1. myfullresearch says :

    Personaggi emergenti ? Molte cose affini sono in grado di galleggiare a pelo d’acqua…
    A presto ! 🙂
    mfr

  2. bozzobox1000 says :

    un giorno mi scrivesti che il tuo “pensatore” deve molto al mio “ideologo”.
    Sì, vi sono affinità, ma anche differenze.
    quindi ricambio con un plagio (anche se preferisco definirlo “citazione”):

    e una fuga verso l’alto:

    un salutone!

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