Sorvolare

mappa_webNon ero mai sceso sul greto del torrente che taglia Parma a metà. Vi si accede, oltrepassato un cancello incrinato verso la fine di via dei Farnese, vicino all’ingresso principale del Parco, tramite una scala in metallo non troppo stabile. Non è che sia un’esperienza trascendentale: vaghi tra stracci impigliati negli arbusti macilenti e sassi incrostati di fango, saltelli su bottiglie di Heineken vuote e cartacce e plastiche scolorite, fino a che ti piglia la paranoia di imbatterti in qualche roditore smisurato e allora risali veloce fino al livello della strada, al sicuro. Pensare che un tempo, qui, la gente ci si bagnava, d’estate. Mi sembra che anche in un film di Bertolucci, Prima della rivoluzione, si vedano alcuni ragazzi tuffarsi nell’acqua limacciosa del torrente. Ma non è solo il greto, a essere sporco. Si è svegliata piuttosto malridotta la città da quest’inverno. I vialoni del Parco Ducale sono ingombri di ciò che resta di cumuli di foglie morte lasciate lì a macerare da chissà quanti mesi. Ci sono parecchie aiuole incolte dalle quali trabocca fango cremoso, mentre i cumuli neri di neve rappresa, negli angoli ombrosi, hanno tutta l’aria di non volersene andare per chissà quanti giorni ancora. Sul ponte Verdi c’è un lampione sul cui stelo arrugginisce un gomitolo di lucchetti: quello che ha l’aria di essere il più recente è il sigillo, recita l’UniPosca azzurrino, di Daria e Vassile. Oltre il lampione, puntellate sui gomiti al parapetto, tre o quattro fotografe catturano il sole che scende leggero dietro i muri ammucchiati dell’Oltretorrente. Una parla con un’amica che sta in posa più in là, nascosta sotto una cuffiona di lana nera: “Ci sono!” “Ma ti guardo, mentre scatti, o guardo da un’altra parte?” “Guarda di là, con aria sognante…” “Ma c’è il sole, non ce la faccio!” Un anziano in bicicletta accosta e allunga la gamba fasciata di fustagno sul marciapiede: “Ah, vengono delle gran foto qui!” Una delle fotografe gli sorride soddisfatta: “Con questa luce…” Già, forse con questo sole tagliente che acceca i dettagli, che spiana i colori, Parma appare ancora scintillante, come dicono che fosse una volta. Sbircio l’immagine fissata nello schermo di una reflex: è uno scorcio niente male in effetti, si legge anche la scritta Viva la Resistenza pitturata sul muraglione dell’argine.

Evitare di incastrarsi nei particolari storti, di fissarsi sui dettagli deprimenti, può essere utile ogni tanto. La città ti illude di non essere quella che è, se le vai incontro e non le fai le pulci. Ti avviluppa con le sue strade pastello come nella bambagia di un’anestesia e puoi camminare per via D’Azeglio senza sentire le urla improbabili e sguaiate di un venditore di formaggio, i colpi di clacson di un mostro tatuato tutto rosso in faccia, gli apprezzamenti non richiesti di un gruppo di ragazzi, appoggiati ai tavolini di un “Pizza al taglio”, a una passante. Che sarà mai? Non si deve sempre scavare, analizzare, sezionare, approfondire. È concesso ogni tanto un consolatorio sorvolare.

Annunci

Tag:, ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

4 responses to “Sorvolare”

  1. Claudiappì says :

    Adoro come racconti le cose.

  2. sportelloutenti says :

    Mai fermarsi troppo sui dettagli, si perde la poesia delle cose
    Ciao
    Elisa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: