Le Elezioni

IMG_0896Piove gelato sulla pietra di Piazza Sarzano, gocce sottili, di quelle che s’infilano sotto i colletti delle giacche, implacabili. Ficcata in un angolo, mezzo sepolta tra i cumuli di auto ammaccate parcheggiate una sull’altra, la scuola statale per l’infanzia ospita le sezioni elettorali 281 e 282. Una ragazza altissima, con le spalle curve, la frangia sforbiciata alla meglio, numerosi piercing sul viso, varca il portone e infila la scala ripida. Una vecchia piegata esce, lo sguardo basso, rabbrividisce, si caccia in un vicolo. Vicino ai bidoni di plastica stracolmi di immondizia, proprio di fronte alla scuola, un disperato vomita l’anima sul selciato, sostenendosi con la mano a un tubo rugginoso che spunta dal un muro sghembo di un palazzo. C’è un tizio che cammina con un paio di sportine di plastica per mano, parla dentro il telefonino che regge con la spalla, il tono abbattuto: “Vado a votare, poi arrivo.” Un anziano si schiarisce la voce, poi scaracchia per terra qualcosa di scuro che rotola via sui sassi sporchi della piazza. Quindi tira fuori la tessera elettorale e alza gli occhi lattiginosi al cielo.

E per fortuna, caro Signor G, che non piove mai quando ci sono le elezioni, che la strada è più pulita e che anche tu ti senti più pulito, in una domenica di sole, con l’aria già primaverile, se ci sono le elezioni. Tiro un calcio a una latta di birra chiara da mezzo, schiacciata per terra. Forse era diverso, che ne so, una volta, quando c’erano le elezioni. Forse recarsi ai seggi non era coronamento di mesi miserabili, fatti di promesse farlocche, di cagnolini intimiditi dal potere ed esposti in TV, di minori gettati in pasto ai media da nonni avviluppati nei loro turpi deliri di grandezza. Forse non arrivavano, le elezioni, a suggello di settimane di offese, di menzogne, di spot indecenti e di urla, a mascherare il vuoto totale di contenuti. Forse qualche anno fa le cose erano diverse. Forse.

Certo che qui, oggi, la stanchezza di questi elettori pesti, umiliati e offesi, forse del tutto incolpevoli, o forse un pochino complici di questo strazio, trasmette la sensazione grigia di vivere un’epoca postdemocratica. Un pizzaiolo egiziano ieri mi raccontava del suo paese, della difficile situazione di questi giorni e ripeteva scuotendo la testa: “Capisce? È difficile la democrazia. I miei concittadini si devono ancora abituare. Ci sono le regole, è più facile obbedire che rispettare le regole. È difficile la democrazia.” “Guardi” gli dicevo: “stia tranquillo, passerà quest’inverno e le cose andranno bene.” Devo essere stato anche un po’ convincente, se lui ha risposto: “Sì, certo. Anche l’Egitto ce la farà.”

Ma non sono così bravo a convincere me stesso che le cose cambieranno e mentre guardo il cielo bigio, con gli occhi che mi si gonfiano di pioggia fredda, mi chiedo se mai, quando mai, quest’inverno passerà.

Annunci

Tag:, , , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

6 responses to “Le Elezioni”

  1. laGattaGennara says :

    Poesia. Ce ne facciamo poco, non fa passare inverni ma.

  2. myfullresearch says :

    Quando ti leggo, mi viene voglia di scrivere storie personali, buttare giù poesie…
    mfr

  3. Claudiappì says :

    Molto bello, nonostante il finale aperto che mette un po’ di pensieri anche a me.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: