Racconto di Natale

164938187-4ceee2f0-70c3-496d-a851-72c10f343825Il signor Muhammad è un abile commerciante, non c’è che dire. Prima un buco di negozio, in un buco di borgo della pedemontana, poi una bottega un po’ più grande, con un piccolo laboratorio sul retro, dove cacciare quell’inetto di suo cugino, il suo primo dipendente, a rimestare tinte e solventi. Qualche anno dopo un’importante rivendita in città, con l’insegna al neon e tutto e, infine, un colorificio con tutti i crismi: cataste di latte di smalto ammaccate recanti, sull’etichetta, un codice per il colore e il suo nome: Shahzad, il Principe; scaffalature ricolme di attrezzi piegate dal carico; montagne di secchi di tempera scalate da dipendenti dall’aria indaffarata; un ufficio vero e proprio, forse un pelo angusto, ma pur sempre un buon rifugio dove chiudersi al calduccio per tenere la contabilità e offrire cerimoniosamente il tè ai clienti affezionati.

Se l’era cavata mica male, già, ma solo lui sapeva quanto fosse stata dura. Quei primi inverni trascorsi lontano dal Paese dei Puri, fatti di solitudine e dolore, nostalgia e struggimenti, passati a grattare il fondo del barile dell’anima alla ricerca di un’altra risorsa ancora. Si era messo persino, per un breve periodo, a scrivere poesie in urdu, proprio lui, figurarsi, che si vantava di portare una calcolatrice al posto del cuore. Lenti mesi di lavoro e di fatica, senza una pista sicura da seguire, cercando una traccia buona nella nebbia muta della Pianura.

I ricordi tristi, l’abbandono, le assenze riaffiorano nella mente di Shahzad ogni volta che si imbatte per la strada in qualcuno che, con la propria condizione, con la solitudine esposta al giudizio dei passanti, gli rammenta i giorni difficili. È anche per questo motivo, oltre che per la pigrizia che, quando non ha faccende da sbrigare, lo convince a sonnecchiare indolente, soffice gattone, sul divano, che ha ridotto le passeggiate in centro. Ma questa sera è un giorno speciale, il giorno in cui, tanti anni fa, Syeda se ne è andata via, nel letto spartano di un ospedale di Karachi, così in fretta da non permettergli nemmeno di incontrarla, piantandolo qui, semplicemente, con un fardello di sensi di colpa e un sentimento acre di impotenza a scavargli il petto magro. Quella notte, ricevuta la telefonata, aveva lasciato cadere la cornetta sul pavimento e aveva infilato l’uscio, gettandosi nel buio delle strade ghiacciate e semideserte. Aveva scarpinato a lungo, senza meta, ingoiando le lacrime mentre il gelo gli limava la pelle del viso. Ogni anno, da allora, in quella data, ripeteva quella camminata disperata. Il suo ricordo, il suo rito funebre, rinnovato.

Quindi questa sera il signor Muhammad cammina, sotto i portici di via Mazzini, scivolando tra rari rumori di città silenziati dalla neve. Nella Piazza Garibaldi c’è già l’albero di Natale, una sagoma tozza punteggiata di lucine fioche. Ai piedi del tronco di polistirolo, cinque biciclette per azionare delle dinamo e fornire energia alle decorazioni. Shahzad si avvicina a quest’oggetto strampalato, poi salta in sella, spinge i pedali, da solo, guarda l’intensità delle luci aumentare appena. Pedala regolare, adesso, e le lampadine si accendono, quasi sul serio. Non sono molto colorate, né sembrano stelle. Va forte, i polpacci e le cosce fanno male, ha il fiatone e soffia come un mantice, la testa incassata tra le scapole per guardare in alto, fisso, quei puntolini luminosi che s’ingrossano, mentre il naso un po’ gli cola, che bucano la notte, mentre la gola gli si secca, che disegnano sogni per i suoi occhi gonfi, mentre il cuore gli rimbalza nel petto. Disegnano cose andate in maniera diversa, disegnano una vita venuta tutta per bene, disegnano una strada che segue il verso giusto, sempre, senza deviazioni, disegnano possibilità che non ci sono state, disegnano una mano tenuta stretta, sospesa sopra un letto: “Sono qui, amore, va tutto bene.”

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

5 responses to “Racconto di Natale”

  1. guardaitreni says :

    Semplicemente bellissimo.

  2. eklektike says :

    Molto bello, con un fondo di malinconia.

  3. Claudiappì says :

    Grazie per i dieci minuti di bellezza di questa giornata 🙂

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