NIMBY, o la filosofia del macellaio

Non ha certo l’aria di uno con cui mettersi a discutere, il macellaio: un pachiderma in gabbia, lì, stretto dietro quel banco, con una cicatrice che sega in due il volto sgraziato e una luce negli occhi che è una mezza minaccia. Lo trovi sempre assorbito in qualche attività truculenta, segare ossa o affettare organi spumosi, per esempio, tanto che puoi affermare con ragionevole certezza che di certo il sangue non gli dispiace. Avventurarsi oltre la porta a vetri cigolante della macelleria, in ogni caso, comporta seri rischi. Qualche settimana fa, sollevando stretto nel pugno un cuore bovino, grugniva torvo a una vecchietta assenziente: “Vengono a controllare me, se faccio lo scontrino… devono tagliare i costi della politica, invece. Ah, ma io li ammazzo tutti, li ammazzo. No, perché se mi vogliono morto, li scanno prima io”. “Già, già…” sussurra l’anziana donna, un po’ impressionata, cambiando discorso: “Ha mica quelle scaloppine di vitello dell’altra volta?” Stamane, quando entro, lo sorprendo a sistemarsi il baffo con la punta di una colossale mannaia. Il negozio è deserto, per strada pochi passanti. Mi rivolge un sorriso sospetto, quindi spara tutto gioviale: “Ho sentito che fanno lavorare anche voi professori, adesso, era ora!” Cosa gli dico, che si sbaglia? Che il provvedimento sull’orario è stato cassato dalla legge di stabilità? Mentre penso a come replicare, misuro con il pensiero la distanza che mi separa dall’unica via di fuga: niente da fare, è troppo elevata per sperare di guadagnare il marciapiede prima di essere raggiunto alla schiena dal lancio di un coltellaccio. Per fortuna è lui a cambiare discorso, se non musica: “Comunque li squarto tutti, quelli lì del Parlamento!” Butta lì, mentre attacca a calare ritmicamente la mannaia su un fagotto di carne sanguinolenta. “Ah, come mai?” mi informo con premura. “Io con Piacenza non ci voglio andare, io sono parmigiano, e voglio morire parmigiano, che diventino loro piacentini. Che ci vadano loro a Piacenza!” Si infervora, diventa paonazzo, mi spiega che lui, proprio, con i piacentini non ha nulla a che spartire. A scoppio ritardato capisco che si riferisce al provvedimento per l’accorpamento delle province. Per un attimo mi ci vedo, con il tono un po’ saputello, professorale, a dirgli: “Che ti credevi che fosse il taglio ai costi della politica? Non eri tu che ne parlavi, con la vecchina delle scaloppe di vitello? Andavano bene per giustificare la tua evasione fiscale, ma se poi sollecitano il nervo scoperto del tuo campanilismo da quattro soldi, i famosi tagli alla politica, non vanno più bene?” Per un attimo mi ci vedo, a fargli la lezioncina, ma non ho ancora capito bene se questo accorpamento delle amministrazioni sia proprio un affare, quindi indugio. Alla fine alzo lo sguardo, lui lascia cadere con noncuranza un fendente su un osso spesso quattro dita, fracassandolo, schegge e sangue dappertutto. “Volevo del macinato, per fare un sugo alla bol… ehm, ma sì, un ragù, insomma.”

 

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

5 responses to “NIMBY, o la filosofia del macellaio”

  1. anna says :

    Consiglio amichevole: la prossima volta che ti viene voglia di carne, non andare dal macellaio. Va’ dall’ortolano, prendi le melanzane e fatti una bella parmigiana. Voglio continuare a leggerti, io!

    • Emiliano B says :

      Grazie! Tranquilla, il macellaio non esiste. Esistono tuttavia parecchi personaggi anche maneschi che ragionano alla sua maniera, ma seguo la filosofia di Celine (non bisogna fare i difficili quando si tratta di salvare la pelle) quindi, per il momento, continuerò a scrivere.

  2. sportelloutenti says :

    Mai discutere di politica con un macellaio armato :-), comunque io la carne la compro al supermercato dove la confezionano dietro il vetro del bancone e non si vedono gli strumenti della tortura…. ‘An sa mai
    Pensa che dalle tue parti dovevo venirci a lavorare e vivere 🙂
    Elisa

  3. maurizio vito says :

    Scusa l’OT: ti appiccico un articolo di espn sulla tua Fiorentina, spero gradito (mi pare che te la cavi bene con l’inglese, ma se ti serve una mano, fammi sapere): http://soccernet.espn.go.com/blog/_/name/tacticsandanalysis/id/397?cc=5901

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