No Country for wolves

dove lei correva le urla dei coyote cessavano come se davanti a loro si fosse chiusa una porta e tutto fosse terrore e meraviglia […] una cacciatrice veloce di cui il vento stesso ha terrore e che il mondo non può perdere.

Cormac McCarthy, Oltre il confine

 

Non lo diresti mai che la strada provinciale 308 R di Fondovalle Taro, funestata dal perenne cantiere Astaldi, fonte impareggiabile di sporco e di mezzi pesanti in perpetua manovra, sia in grado di portare doni inconsueti, di cui s’accorgono però, solo le anime curiose e, soprattutto, irrispettose delle norme del Codice della Strada. Bisogna infatti lasciarsi attirare da quattro o cinque vetture ferme sul ciglio della strada, appena sopra Citerna, parcheggiare accostandosi il più possibile al guardrail, nonostante il tracciato curvilineo della strada e la linea continua lo proibiscano, per affacciarsi sui riflessi argento del fiume nel fondovalle e stupire: tre lupi risalgono a monte correndo lungo il greto sassoso, enormi, liberi. Una cosa che poi la racconti per farti guardare di sottecchi, con diffidenza: “Ma saranno stati cani grossi…” oppure: “Che paura, non ce li porto più i bambini in montagna!”.

I lupi erano lupi, non ho dubbi. Del resto gli avvistamenti non sono più impossibili, dal momento che, grazie alle politiche di conservazione iniziate negli anni Settanta e alla Convenzione di Berna per la tutela della fauna selvatica, entrata in vigore nel 1982, la popolazione di lupi arriva oggi a ben 1200 esemplari, distribuiti lungo tutta la dorsale appenninica.

Leggo sulla Stampa di ieri come in alcuni cantoni svizzeri, in particolare il Vallese e il Ticino, si sperimenti una norma che consente di aggirare la Convenzione di Berna: un lupo diventa cacciabile dopo essersi reso responsabile dell’eliminazione di 25 animali “da reddito”. Alla capra numero 26, insomma, un lupo diventa cattivo. È una norma interessante, in quanto postula qualche cosa di incredibile: l’animale possiede caratteristiche umane, quali la capacità di temperare i propri istinti, porre freno alle propria fame per essere accettato dalla comunità. Caro lupo, ecco quali sono le regole, chi non le rispetta viene punito.

Forse sui legislatori elvetici ha influito la tradizione letteraria europea, con i lupi che nelle fiabe possiedono caratteristiche umane e scelgono la ferocia con calcolo e per gusto, basti pensare alla versione più nota di Cappuccetto Rosso, quella trascritta dei fratelli Grimm nel 1857, con il taglialegna giustiziere a dare un tocco gore alla vicenda. Sarà colpa della letteratura, ma la legge dei 25 capi mi pare la dimostrazione di come, anche in un paese avanzato, sia concreto il rischio che il legislatore possa perdere completamente il contatto con la realtà, la consapevolezza della propria finitudine, accecato da ruolo e potere.

In ogni caso, non sia mai che gli svizzeri abbiano ragione e i lupi intendano le ragioni umane, pianterò dei cartelli lungo il corso del Taro:

A tutti i lupi della valle, si sconsiglia vivamente lo sconfinamento in terra elvetica, pericolo cacciatori. PS Siete in terra elvetica quando non trovate più sacchetti di plastica pieni di spazzatura, lattine vuote e cicche abbandonate nei boschi.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “No Country for wolves”

  1. maurizio vito says :

    Potremmo estendere la regola anche ai pubblici ufficiali? Alla 26esima idiozia, infrazione, reato, certificati dall’incorruttibile e impietosa Assemblea Con Assoluta e Suprema Autorità (A.C.A.S.A.) composta di cittadine e cittadini con residua dignità, via! inibizione da ogni carica elettiva vita natural durante. Mi sento un po’ Alice, stamani…

  2. sportelloutenti says :

    Ma come fanno a sapere che la pecora ics è stata uccisa dal lupo ipsilon? Cosa applicano la responsabilità di genere: pippo ha ucciso una pecora, pippo è un lupo, tutti i lupo sono colpevoli?
    Bah

    • Emiliano B says :

      Mah! Non saprei, credo contino sul numero molto ridotto di esemplari in circolazione… comunque sì, è una follia, anche perché penso che nella maggior parte dei casi i lupi caccino in branco, quindi l’attribuzione di ogni vittima è piuttosto dubbia. In generale mi pare di aver capito che gli svizzeri firmarono “imprudentemente” la convenzione quando il lupo, nel loro territorio, era praticamente estinto. Del tipo: “firmo, tanto chissenefrega!” Ora che è ricomparso vogliono tornare indietro.

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