Confessione di un cittadino al di sopra di ogni sospetto

2 maggio 2012, al Franchi di Firenze la Fiorentina affronta il Novara. Alla mezz’ora i viola sono sotto di due reti, così il tecnico, Delio Rossi, decide di togliere dal campo l’attaccante serbo Adem Ljajic, autore, sino a quel momento, di una prestazione a dir poco sottotono. Il ragazzo si accomoda in panchina, ma prima di sedersi rivolge all’allenatore parole irriverenti e un gesto sarcastico, un pollice in su, come a dirgli: “Bravo, campione! Hai proprio capito tutto!” Rossi perde la testa e piglia per il collo la giovane punta, per poi tempestarla di cazzotti fino a che qualcuno non riesce a interporsi. Le immagini della rissa fanno il giro del mondo e la società viola esonera all’istante l’allenatore che, nei giorni successivi, si scuserà, ammettendo l’errore e mostrandosi consapevole di aver macchiato in maniera indelebile la propria carriera. I commenti, affidati nelle ore seguenti a blog, social networks e siti specializzati si sprecano: quasi nessuno si schiera dalla parte del calciatore aggredito; alcuni, pochi, accusano entrambi, imputando però al tecnico colpe maggiori in virtù del ruolo rivestito; moltissimi sono infine i sostenitori di Rossi “uno di noi”, uomo qualunque che, per una volta, ha rifilato una lezione a uno sbruffoncello viziato, strapagato e strafottente. Di questi moltissimi, la gran parte imputa all’allenatore gigliato un solo errore: essere sbroccato sotto i riflettori. “Doveva aspettare l’intervallo,” scrivono in tanti, soprattutto tifosi: “chiudersi alle spalle la porta degli spogliatoi e riempirlo di ceffoni in santa pace!” Sono in molti a dire che Delio Rossi avrebbe dovuto fare, di nascosto, una cosa deprecabile. Perché in molti, evidentemente, pensano che esista una sfera pubblica, dove domina un’etica condivisa che è solo facciata, un insieme di norme da rispettare per “non farsi rompere le scatole” e una sfera più o meno privata, comunque nascosta, dove le più elementari norme di convivenza civile si possono anche chiudere in soffitta.

Beppe Grillo, che è un interprete piuttosto fine del sentire popolare, di quella che qualcuno chiama “pancia degli italiani”, pare condividere l’idea che sia quantomeno ammissibile, in privato, ciò che in pubblico è come minimo sconveniente, perché ci sono in giro i soliti bacchettoni. Ecco cosa sosteneva in uno spettacolo del 2006:

I marocchini o vengono qua e rispettano le regole o, se no, fuori dai coglioni. Però, se vuoi dare una ‘passatina’ a un marocchino che rompe i coglioni, lo prendi, lo carichi in macchina e, senza che ti veda nessuno, lo porti un po’ in caserma e gli dai magari due schiaffetti. Ma in mezzo alla strada non è possibile, oggi con un telefonino fanno succedere un casino”.

Bene, a questo punto posso ragionevolmente sostenere che molti italiani condividano la seguente affermazione: “fai un po’ quello che ti pare, arriva persino a menare una persona, ma occhio agli sguardi indiscreti e, soprattutto, stai alla larga da videocamere e telefonini.”

Una lunga premessa necessaria a un’ulteriore confessione, dopo quella sulla mia ignoranza in fatto di classici. Quando porto a spasso il cane, al mattino presto o alla sera tardi, mi capita di non incontrare nessuno per il centro di Parma. Così, anche se passeggio armato di paletta e sacchetti, cedo volentieri alla tentazione, al riparo da occhi indiscreti, moralisti e sanzionatori, di non raccogliere la cacca del cane. Nessuno mi vede, lo posso fare. Qualcuno mi dirà che menare le mani è nobile, oppure utile, efficace, che ogni tanto è sano, mentre lasciare le feci per strada è incivile. Parliamone: la pensate così solo perché non siete voi a prenderle, le botte, mentre siete voi a scoprire, di solito quando ormai siete al lavoro e avete lordato i tappetini dell’auto, di esservi tirati dietro una sorpresina nauseabonda.

Fortunatamente ci sono cani che provano a metterci una pezza!

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

4 responses to “Confessione di un cittadino al di sopra di ogni sospetto”

  1. guardaitreni says :

    Siamo sicuri che quel cane non agisca per conto di una società che tratta biomasse per la produzione di energia?

  2. maurizio vito says :

    Povero Grillo (o sarà Mister C?), non è che adesso possiamo scandalizzarci per tutte le cazzate che gli fanno dire: non è mica farina del suo sacco… Dicono.

    • Emiliano B says :

      Povero, già, divorato dal narcisismo, presto mi toccherà compatirlo. Che Casaleggio tenesse le redini, comunque era risaputo, tutto questo clamore sa un po’ d’artefatto. In ogni caso, cazzi loro!

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