Luoghi dove infilare una baguette

Pedala svelta dall’altro lato della strada, fasciata dalla nuvola di un abito pastello, solleva il braccio dal manubrio in un gesto appena abbozzato di saluto: “Bonjour!” e fila via. Strozzata sotto la molla del portapacchi posteriore della bicicletta, appena sopra il parafango, c’è una baguette bella fragrante.

Cammina lungo la strada che porta al mare, la figlioletta per mano, uno zainetto nero di nylon sulle spalle, i capelli castani sciolti. Una baguette spunta dallo zaino, spazzolata per bene dal moto ondulatorio della chioma.

Uno sportivo corre lungo la battigia, costume verde mela, occhialoni avvolgenti, una baguette strizzata nella mano destra, un’altra nella sinistra.

Ho sempre guardato con stupore alla maniera francese di trattare il pane: come se la crosta sia qualcosa di non edibile, una parte che, una volta a casa, si levi e si getti via. Le prime volte ero un po’ in imbarazzo: chiunque abbia comprato una baguette in Francia sa che il pane gli viene schiaffato in mano così, senza alcun incartamento. In questo modo, per portarlo a casa, si deve necessariamente fare qualche cosa di schifoso: buttarlo sul sedile di dietro della macchina, metterlo sotto l’ascella sudata. Se piove bisogna ingegnarsi per scovare un modo di riparare la pagnotta dall’acqua, tipo cacciarla sotto il maglione o incunearla tra le stecche dell’ombrello.

Dopo una decina di giorni in Francia comincio ad avere nostalgia del mio panettiere di fiducia, che, tra l’altro, è anche il presidente del glorioso “Viola club Parma”: serve il pane impugnandolo con una manina apposita, per non maneggiarlo con le stesse zampe con cui tocca i soldi.

Comunque non è che le manie igieniste italiche non siano ridicole, in primis quella di usare guanti di plastica monouso, antiecologici al massimo, per servirsi di frutta e verdura nei supermercati facendo finta che nessuno l’abbia ancora toccata a mani nude. Ma la disinvoltura francese rimane esagerata.

Due bimbi spadaccini si affrontano a duello armati di baguettes, a causa di un assalto troppo impetuoso, uno dei due va a frustare con il suo pane il cofano ammaccato e rugginoso di una una vecchia Renault 5.

Un anziano arranca sul marciapiede, tiene tra le braccia a cerchio un mazzo di sei o sette bastoni di pane, è curvo in avanti, per puntellare meglio i filoni all’inguine. Arriva davanti al portone, ficca il carico di baguettes nel portaombrelli condominiale e tira un sospirone di sollievo estraendo le chiavi.

Una sera, tornando dalla spiaggia, acquisto quattro cose per cena in un market. Al momento di pagare, appoggio la borsa da mare alla cassa e, mentre armeggio con la carta per pagare, la cassiera gentile mi sistema le cose in un sacchetto di plastica. Quando arriva alla baguette, anziché unirla al resto della spesa nella borsina, la caccia dentro la borsa mare, insieme ai salviettoni fradici, alla maschera e al boccaglio, alle scarpine da scoglio inzuppate e luride di alghe. È allora che sbotto: “Eccheccazzo! Francesi, avrete anche fatto la Rivoluzione, inventato la Libertà, ma con il pane siete proprio dei cessi!” Lei scuote la testa e mi guarda con occhi interrogativi, un sorriso divertito che illumina il locale. “Au revoir!” e prendo la porta.

La sera a tavola preparo un bel sandwich. “Com’è saporito questo pane… un po’ gommoso…” dice Emiliana dandoci di mandibola con impegno. “Buono, vero? Lo vendono al petit Casino all’angolo. Bon appétit!”

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “Luoghi dove infilare una baguette”

  1. guardaitreni says :

    Anni fa, in Croazia, qualcuno mi chiese cosa si dicesse in Italia di quel Paese. Sarebbe mai entrato, nell’UE? Risposi: “Penso di sì, se prenderete l’abitudine di incartare il pane”. Poi mi ricordai dei francesi. Devo ancora chiedere scusa alla Croazia.

  2. myfullresearch says :

    La mia esperienza con la fornitura diretta di baguette è stata qualche anno fa a Parigi. Tutte le volte che l’ho acquistata, mi veniva consegnata previo avvolgimento di un rettangolo di carta paglia attorno al suo baricentro. Ogni baguette il suo rettangoio avvolto, impugnatura deputata ad una salubre trasporto.
    La Francia, si sa, non è Parigi. E poi le cattive abitudini si amplificano se l’utenza è prevalentemente italiana (leggi area della Costa Azzura, vera trappola per topi italiani). Cugini, i francesi ? Mah, non saprei.
    🙂
    mfr

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