Non ti ricordi di Shōhei Ōoka?

Nel 1944, Shōhei Ōoka, dopo soli tre mesi di rudimentale addestramento, viene spedito dall’Esercito Imperiale Giapponese al fronte, precisamente nell’isola di Mindoro, la settima per dimensione delle Filippine. Caduto nelle mani del nemico americano, viene internato in un campo di concentramento, che lascerà per essere rimpatriato al termine del conflitto. L’esperienza della guerra e della prigionia segna Shōhei in maniera indelebile. Giornalista e traduttore prima dell’esperienza bellica, il reduce intraprende la carriera letteraria esordendo, nel 1948, con una Short Story autobiografica: FuryokiDiario di un prigioniero (si legge in italiano in Narratori giapponesi moderni a cura di Atsuko Ricca Suga, Bompiani, 1965). La riflessione sul conflitto e sulle responsabilità porta lo scrittore a individuare nell’Imperatore, sostenitore e strenuo difensore della guerra, la colpa di aver provocato la tragedia giapponese. Lo scrittore chiede così al sovrano celeste di purificarsi dalla colpa mediante il suicidio: l’iniziativa non ebbe successo e il regno di Hirohito fu il più lungo nella storia del Sol Levante. Shōhei Ōoka dà prova di grande coraggio, coerenza e radicalità di pensiero, affrontando dileggi, ostracismi e minacce, portando avanti la sua impopolare campagna nonostante mille difficoltà.

Ecco, è un bell’esempio, oggi, quello del letterato nipponico. Avere il coraggio di dare un nome alle responsabilità, avere la forza di pronunciare quel nome anche se scotta, di chiedere pubblicamente, anche a costo di sacrifici e pericoli, gesti riparatori a coloro che hanno provocato drammi e disastri.

Qualche giorno fa, un vicino di casa arringa un piccolo gruppo di uditori con questi toni: “Io, lì, a Montecitorio, ci metterei dentro una bella bomba, che muoiono tutti, tutti dal primo all’ultimo, che tanto sono tutti uguali. Guarda qui come siamo ridotti, che tagliano tutto e che ci massacrano e che loro però, il loro stipendio non lo tagliano mica…” Consenso generalizzato da parte del pubblico. Già… la Casta, i politici, gli stipendi, i privilegi, Berlusconi, le puttane, il Trota. Parassiti maledetti, che succhiano la linfa vitale di questo paese, tarpando i sogni di cittadini virtuosi e volenterosi. “Vaffanculo!” grida uno, “Io ci scrivo merde sulla scheda!” sbava l’altro.

Credo che i vicini non abbiano imparato la lezione di Shōhei Ōoka, del resto difficilmente ne hanno avuto notizia: le responsabilità vanno cercate fino in fondo, anche se costa caro, anche se fa male. E la responsabilità di questi politici, di questa mancanza di politica, di questi tecnici, di tutto lo schifo che c’è in Italia, siamo noi. Noi che abbiamo messo croci su liste infarcite di opportunisti, criminali, mafiosi, idioti. Noi che ci siamo turati il naso perché il meno peggio è comunque meglio del peggio. Che ci siamo barricati dietro posizioni velleitarie o che siamo scesi a compromessi indecenti, come se non ci fosse scelta. Che abbiamo rinunciato alla partecipazione. La responsabilità di quest’Italia malata è nostra. Noi cittadini abbiamo tutte le colpe ed è ora che ce le assumiamo per liberarcene con un gesto purificatorio. Non è necessario il suicidio, non abbiamo un conflitto mondiale sulla coscienza. Basta, a mio parere, smetterla con lo scaricabarile, con i vaffanculo, con gli attacchi scriteriati alla politica, che non sono altro che attacchi alle istituzioni democratiche del Paese. Smetterla di accodarsi a predicatori indecenti, pur di seguitare a rinunciare all’impegno. Il nostro gesto purificatorio sarà, di fronte a ogni scandalo, ruberia, inefficienza, arrossire un po’ e studiare la maniera di cambiare le cose.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “Non ti ricordi di Shōhei Ōoka?”

  1. maurizio vito says :

    Sono d’accordo con la tua chiusa. Però, posso augurarmi che i miei legislatori, sia quelli che ho votato che quelli che non ho votato, tutti e tutte, nessuna/o esclusa/o, siano meno delinquenti? Più rispettosi della veneranda “res publica” e delle persone in difficoltà (anziché di queste cose astruse nomate banche, multinazionali, Vaticano, eserciti)? Altrimenti, dato che non posso andare nottetempo, casa per casa, ad insultarli, o a villaneggiarli sui loro yacht o nei loro resort esclusivi, posso augurar loro un’epidemia di emorroidi? A camere unificate?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: