La fine di Gaia

Veri e propri appartamenti sotterranei, protetti da cemento armato e da lamiera da container, spesso dotati di ogni comfort e attrezzati con rilevatori in grado di monitorare l’ambiente esterno, per verificare la presenza di radioattività o altri fattori di rischio: gas tossici, zombies, cloni di Enrico Varriale. Il 21/12/2012 è ormai alle porte e il business dei bunker comincia a raggiungere dimensioni considerevoli. L’acquisto di rifugi antiatomici non è più appannaggio soltanto di qualche eccentrico miliardario americano, ma si sta affermando anche nella vecchia Europa, tanto che pare che strutture di questo tipo si vadano diffondendo anche lungo lo stivale, martoriando ulteriormente un territorio già gravato di strutture inutili. Persino il Venerdì della Repubblica, che sfoglio in una soffocante sala d’attesa, si occupa della questione. I rifugi offrono vari livelli di protezione, dai classici scatoloni antiatomici a strutture avveniristiche in grado di affrontare l’inversione dei poli magnetici della Terra e costano dai trecentomila euro in su, ma ci sono anche tende blindate da ventimila, giuro, per chi si fida ad affrontare l’Apocalisse rinchiuso sotto un telone rinforzato. I costruttori garantiscono segretezza sul luogo dell’installazione, non sia mai che ti rinchiudi nel tuo bel bunker e ti ritrovi la coda di questuanti imprevidenti, che prima sfottevano la tua credulità e che poi vogliono salvare la pelle a tue spese.

Leggo, sempre sul Venerdì, che alcune grandi multinazionali si sono dotate di rifugi da destinare ai propri dirigenti. Ecco, un mondo in cui il 99% dell’umanità viene spazzato via fatico a immaginarlo, ma mi fido di Stephen King, che lo dipinge con straordinaria accuratezza ne L’ombra dello scorpione: uno scenario di totale desolazione, in cui ogni attività produttiva è saltata, niente più energia, rifornimenti alimentari, telecomunicazioni, in cui gruppi di esseri umani si aggirano come uccelli saprofagi tra le macerie della civiltà. In un quadro simile, anche escludendo, poiché la ritengo abbastanza improbabile, la venuta di Satana, che King immagina sotto forma di un misterioso camminatore, a portare depravazione e impiccagioni di innocenti a pali del telegrafo in disuso, fatico a immaginare il ruolo di un bel consiglio di amministrazione preservato in ogni suo componente. Forse sostituirsi alle strutture statali in disfacimento? Boh.

In ogni caso vi rimando, per un’analisi più compiuta, a queste stesse pagine, che, connessione permettendo, continueranno le pubblicazioni anche dal bunker segreto nel quale il sottoscritto, Emiliano B, porterà in salvo le chiappe. Insieme a me, una lista ristretta di ospiti, che verrà compilata nelle settimane a venire. Confermata comunque la presenza di Emiliana, del cane, dell’undici titolare della Fiorentina 1999/2000, quella con Batistuta, Rui Costa e Lulù Oliveira, il Trap in panca. Quale sarà il ruolo di una squadra di vecchie glorie nello scenario di cui sopra? Disputare tornei amichevoli contro consigli d’amministrazione senza più azienda da amministrare.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

3 responses to “La fine di Gaia”

  1. eklektike says :

    Adesso ho capito a che (anzi, a chi) servono i programmi di Giacobbo e simili…

  2. Matilde says :

    Allora, sei andato a vivere nel bunker?

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