Marmellata di terremoto

Sul palco del concerto di beneficenza per i terremotati dell’Emilia, tra l’esibizione della mummia di Raffaella Carrà, ruvidamente sballottata in scena grazie a un complicato sistema di carrucole, tiranti e cavi invisibili, sulle note di un pezzo chiamato Rumore e l’esibizione di uno stagionato Luca Carboni, un angolino in cui cantare di pere e dolore, di amori perduti e dolore, di sogni grandi naufragati e dolore, insomma tutto quello che serve a tirare su il morale, arriva il momento di Vasco Errani.

Per chi non lo conoscesse, lo presento: Errani è il presidente della Regione Emilia-Romagna, uno per il quale, come per il castissimo viveur Formigoni in Lombardia, la regola che vorrebbe i governatori delle regioni eleggibili per un massimo di due mandati consecutivi non vale. Recentemente, da quanto si vocifera, Errani è stato il regista dello schianto del PD e della vittoria di Grillo alle elezioni amministrative di Parma, tanto per dare un’idea della sua lungimiranza politica. Dunque, il Presidente ha preso la parola e con piglio deciso ha proclamato la prossima ricostruzione dell’Emilia: case, fabbriche, scuole, tutto. Ha detto, polemizzando con un governo che non c’è più, che “non faremo paesi-due”, chiaro riferimento al macello berlusconiano dell’Aquila. I cittadini emiliani riavranno le loro case, opportunamente risistemate e messe in sicurezza. Non l’ha semplicemente detto, tutto questo, l’ha urlato e l’ha quasi giurato che non ci saranno sprechi, che fino all’ultimo euro raccolto verrà speso, con oculatezza, nella ricostruzione. Non come è successo altrove. Ecco, caro Governatore: il tempo di chi si incensa prima di agire è finito, qui nessuno firma più assegni in bianco. Avresti fatto meglio a tacere e a metterti al lavoro in sordina, con serietà. Perché anche altrove, per stare sul vago come hai fatto tu, di annunci, identici ai tuoi, ne sono stati fatti e non hanno funzionato. Strombazzamenti di progetti, piani e strategie mentre una provincia intera campeggiava; una rinascita annunciata prossima, rapidissima, senza sprechi, prima che si scoprisse che non lo sarebbe stata, che qualcuno rideva nel letto mentre gli aquilani crepavano sotto le macerie. Quindi, caro Vasco Errani, anche se forse è troppo tardi, taci, che proclami e lavoro non vanno d’accordo. Non dire che “noi siamo diversi”, perché non serve a nessuno e nessuno più ci crede. Dimostrala, se esiste, questa differenza: scendi da quel palco e corri in ufficio.

Lasciaci qui, davanti al concerto. Lo show prosegue, condotto in maniera impeccabile da un merlo indiano agghindato con occhiali e parrucca riccioluta. È ben addestrato e ripete, centinaia di volte: “45500 per donare 2 euro, siamo tutti molto, molto generosi!”. Ci sono i Nomadi con uno strampalato cantante con la cresta. Già la melassa densa cola dallo schermo, si riversa nelle case, si spande e spalma sui pavimenti, colma le fessure, sale di livello. Salta fuori Gianni Morandi, la melma dolciastra mi arriva ormai alle ginocchia. Laura Pausini dichiara che è stato un grande onore duettare, su un brano di Lucio Dalla, con “uno dei più grandi artisti emiliani”. Emiliana che, indecisa tra mandare l’SMS e aprirsi le vene dei polsi, si è assopita, apre un occhio e chiede: “Chi è uno dei più grandi artisti emiliani?”

“Cesare Cremonini!” rispondo.

“Ah!”

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

5 responses to “Marmellata di terremoto”

  1. A maggese says :

    Errani e Formigoni sono due abusivi. Come fai ben notare, abbiamo due governatori che se ne infischiano bellamente delle regole dello stato: due mandati soli? A noi c’importa una sega, dicono i due all’unisono.

    Che se poi sono i governatori i primi a infischiarsene delle leggi, perche’ me ne dovrei preoccupare io?

    • Emiliano B says :

      Tra l’altro credo che la terza rielezione di entrambi sia giunta in virtù di un tacito accordo: voi non rompete le balle a noi per uno, noi non le rompiamo a voi per l’altro.

      • A maggese says :

        esatto. Il che ti fa capire come ogni speranza di riforma dell’Italica merda sia del tutto infondata. Non esistono persone di potere oneste in Italia. E se raggiungono il potere essendo oneste (penso a Bersani), devono comunque diventare un po’ meno oneste per poter sopravvivere, e accettare schifi come questo. E io non voto sinistra, si badi bene.

  2. maurizio vito says :

    Errani e Formigoni sono due facce della stessa medaglia. Falsa di zecca.

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