La città smarrita nell’acqua (Un monologo di M.)

Sì, dico a te, specie di merluzzo che mi guardi in forma di filettone di baccalà. Dico proprio a te, anche se, forse, non mi puoi sentire. Hai vinto, merluzzo.

Sai cos’è Tuvalu? No, immagino di no, tu sguazzavi nel gelo dell’Atlantico dalle acque color lavagna, mentre Tuvalu emerge come un miracolo dalle acque del Pacifico, a mezza via tra le Hawaii e l’Australia. È il quarto paese più piccolo del mondo, appena 26 Km2, cinque atolli e quattro isole di corallo. Secondo i climatologi potrebbe essere il primo paese al mondo cancellato dal riscaldamento globale. Nel 2100, secondo alcune proiezioni, le nove isole saranno sommerse dalle acque, anche Funafuti, la principale, che ha la forma familiare di un pitone che ha ingoiato la preda. Non è detto, gli isolani ci danno dentro per spingere via il mare, ma la battaglia non è esattamente equilibrata: 1300 abitanti, anche se uomini forti e donne belle che sembrano fuggite da una tela di Gauguin, contro tutto un oceano, sa di Achab zoppo e un po’ rincitrullito contro la Balena. Abbiamo riscaldato troppo il mondo, i ghiacci polari fonderanno e Funafuti affonderà, con il suo aeroporto internazionale. Voi pesci boccheggerete stolidi tra i resti delle abitazioni, un polpo troverà riparo sotto lo scafo ribaltato di una barca da pescatore. Le donne non scenderanno più in acqua al tramonto a caccia di refrigerio, mentre gli uomini trafiggono cernie rosse da mangiare crude per cena e i bambini si tuffano ridendo nell’acqua trasparente. Hai capito? Solo voi, solo pesci, per questo hai vinto, ti dico, merluzzo che mi guardi dalla conca dell’ammollo.

Dici che Tuvalu è lontana? Guarda Parma allora, schiacciata da un’umidità che ogni anno si fa più opprimente. Tra poco la quantità di acqua che sta nell’aria diventerà così elevata che solo chi è dotato di branchie, o sarà in grado di svilupparle, potrà continuare a uscire per strada, comperare il latte, scambiare una battuta con la vicina, correre, anzi nuotare intorno al Parco Ducale. Il riscaldamento globale affogherà la città e se per Tuvalu le acque saliranno dal basso, per Parma caleranno dall’alto, con piogge torrenziali e infinite, i condizionatori scoppieranno da tanto vapore dovranno condensare, la terra si inzupperà fino a che non riuscirà più ad assorbire tutta l’acqua e, infine, la Pianura Padana tornerà a essere un mare. Così, triglie metteranno su casa nei palazzoni popolari del Cinghio, murene troveranno nido nei muri storti dell’Oltretorrente, squali, questa volta veri, detteranno legge circolando maestosi lungo le tangenziali, senza lamentarsi delle buche. Hai capito? Solo voi, solo pesci, per questo hai vinto, merluzzo che mi guardi dal piano di legno del tagliere.

Hai vinto, sì, lo riconosco. Tra cento anni l’uomo avrà quello che si merita e i pesci torneranno a dominare il pianeta, poi forse di nuovo i dinosauri e così via. Hai vinto come specie, meglio come gruppo. Come individuo, però, finirai in pastella fritto insieme a questi fiori di zucca croccanti.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

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