Compiti per le vacanze

Leggete tutto quello che Carver ha scritto

Salman Rushdie

È la storia di un uomo che, controvoglia, si trova a ospitare un cieco, amico della moglie, per una notte. La racconta Raymond Carver, in Cattedrale. Insomma, l’uomo non è proprio entusiasta della visita, un po’ perché è geloso del rapporto che la moglie ha costruito con il non vedente, un po’, molto di più, perché la disabilità lo mette a disagio.

E il fatto che fosse cieco mi dava un po’ fastidio. L’idea che avevo della cecità me l’ero fatta al cinema. Nei film i ciechi si muovono lentamente e non ridono mai. A volte sono accompagnati dai cani guida. Insomma, avere un cieco in casa non è che fosse proprio il primo dei miei pensieri.

Dopo cena il terzetto, moglie, marito e cieco, si mettono a guardare la TV. La donna si assopisce, il marito continua a seguire, con comprensibile imbarazzo, un programma televisivo insieme all’ospite. Il cieco assiste al programma

con la testa rivolta a me e l’orecchio destro puntato verso l’apparecchio. Un po’ sconcertante.

Una scena indimenticabile. Alla TV danno un servizio in cui si parla di cattedrali e così il cieco chiede all’io narrante di descrivergli queste cattedrali. L’uomo ci prova con le parole, fa il meglio che può, ma sente di non riuscire a rendere l’idea. L’ospite allora gli chiede di disegnare per lui una cattedrale. L’uomo prende una busta di carta del supermercato e una penna e prova a disegnare, la mano del cieco posata su quella in cui lui tiene la biro. Lui disegna, la mano del cieco lo accompagna. Il cieco a un certo punto dice che va bene, che ora si capisce com’è fatta una cattedrale. Poi anche l’uomo, su invito del non vedente, chiude gli occhi. Ora è la mano del disabile che guida la sua. I ruoli si invertono. I due aggiungono particolari al disegno. Quando decidono che la rappresentazione è completa il cieco dice all’altro di dare un po’ un’occhiata. Ma l’altro continua a osservare la busta con il disegno della cattedrale a occhi chiusi:

“è proprio fantastica” ho detto.

Non è, quello di Carver, un semplice invito all’assumere punti di vista altri, allo scegliere un modo differente di guardare le cose. È molto di più: è l’invito a scegliere un punto di vista, uno sguardo, che sta agli antipodi, lo sguardo del disabile. Nello specifico, addirittura, la visione di un cieco. Il protagonista, guardando la cattedrale con gli occhi spenti di un non vedente arriva a coglierne l’essenza, a vederne la straordinaria bellezza, che non aveva potuto cogliere nelle immagini trasmesse dalla televisione. La cattedrale è il mondo e lo sguardo dell’altro, diverso, marginale, disabile, è la chiave di lettura che ci consente di vederlo bellissimo.

Fuori di qui restano il dolore, la noia, la mancanza di senso.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

2 responses to “Compiti per le vacanze”

  1. guardaitreni says :

    Se mi citi Carver, il mio preferito, rischi di conquistarmi!

  2. poetella says :

    già…Carver…
    (e dire che la mia ex Preside…lo ignorava! (ex prof di lettere al liceo…Non c’è più religione, cari miei! Non c’è speranza!)

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