Preso il Corvo, don Marino choc

POLPENAZZE Incredulo e amareggiato, così don Marino da Polpenazze (BS), alla notizia dell’arresto di Marco Michele, il suo assistente di camera, nonché sacrestano e campanaro della locale parrocchia. L’accusa, che potrebbe costare a Michele, il misterioso Corvo, severe pene corporali e il pagamento di una forte penale in damigiane di vino è, per ora, solo furto aggravato, ma potrebbe volgere in alto tradimento qualora emergessero responsabilità più gravi. Ma ricostruiamo la vicenda a beneficio di tutti quegli agnostici che, di Chiesa, poco si interessano.

Il gruppo Parrocchiane Veraci, anziane ma combattive fedeli del piccolo centro gardesano, lancia un’iniziativa per chiedere l’introduzione, nella prassi liturgica della parrocchia, di sei momenti di preghiera quotidiani, in maniera da battere, in quanto a bigotteria, la locale comunità musulmana. Pasionaria del movimento di anzianotte fedeli è Santina Pinazzi, 93 anni vissuti tra casa e canonica e bisnonna di cinquantatré nipotini; denti in bocca: due. Potrebbe apparire un particolare insignificante, quello dei due denti, ma è invece un dato centrale del torbido accadimento di Polpenazze. È il 6 aprile, quando Pinazzi consegna a don Marino una petizione recante le tremolanti incerte firme di ben sessantanove incartapecorite siùre e il parroco non può che impegnarsi a dare una risposta. Si prende due settimane di tempo e appunta sul calendario, in data 20 aprile: “sfanculare la sdentata”. Ma passano due giorni solamente che il blog di M., un tizio che voleva impiccarsi per via del ballottaggio a Parma, ma che alla fine ha optato per la vita, pubblica la fotografia del calendario di don Marino. Rivolta in paese, la famiglia di Pinazzi manifesta impugnando forconi dinnanzi all’abitazione del parroco, al quale si chiede pubblica ammenda nella funzione domenicale delle 11, ma anche la rinuncia all’estorsione, con la scusa delle necessità liturgiche, di forti quantitativi di vino ai locali agricoltori. Fotografie del sorriso di Santina campeggiano in tutto il paese, nei bar, sulla bacheca del circolo ACLI, alla finestra del municipio. Don Marino si scusa pubblicamente, ma il rapporto con le Parrocchiane è compromesso per sempre. Scatta così la caccia al Corvo, il parroco ha sete di vendetta. I fedelissimi del Gruppo Giovani, da sempre avverso alle Parrocchiane Veraci, gli dà man forte e, dopo una breve ricerca on line, scopre essere il Michele la gola profonda. Il sacrestano, al fine di autenticare la fotografia poi trafugata e passata a M., risulta infatti immortalato, insieme al calendario nell’immagine in questione.

La situazione rimane fluida, ma il coinvolgimento dell’attendente di camera pare un dato certo. Il Gruppo Giovani, che lo ha arrestato, ora lo protegge dal linciaggio che le Veraci gli hanno giurato.

Da Polpenazze è tutto.

 

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

One response to “Preso il Corvo, don Marino choc”

  1. maurizio vito says :

    Quando sei sull’orlo del precipizio sei pronto a tutto: sfanculare sdentate, incassare 30 denari facili, svendere opere antiche, linciare libertini fedifraghi e baciapile incalliti: una vitaccia…

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