Perché l’INVALSI è puro

Ancora un po’ di mesi, poi glielo daranno,

il sole, tutto in una volta sulla schiena

[…]

sopra l’Isola Nuda a spaccare pietre bianche

e poi gettarle a mare, all’Adriatico,

perché la pena è pura, senza valore pratico,

e il mare non si riempirà.

Erri De Luca Per Ante Zemljar

 

A. vuole fare il Dottore o, come credo io, è suo padre che vuole lui diventi Dottore per poi tornarsene in Pakistan a curare malati e a godere del prestigio che gli verrebbe dalla professione. B. è una ragazzina viziatella, una vera e propria vipera, ma è così maligna da riuscire divertente: ovviamente non ha alcuna idea di ciò che farà da grande, non ne ha bisogno. C. è veramente stordito, non riesce a stare seduto, a meno che non s’addormenti. Una volta gli è stato chiesto che lavoro fa suo padre, ha risposto il metalmeccanico. Rispondevo così anch’io alla sua età. Sembra più figo che operaio (e a pensarci bene lo è). D. è piombata dritta dall’Africa e vuol fare la parrucchiera: durante gli intervalli mette su un banchetto per le treccine in corridoio. Ma a causa dei miei sforzi l’italiano è ancora un mistero per lei. Poi ci sono E. e F.. La prima balbetta, quando legge. Ed è zoppa. Ma ha occhi neri profondi e una sensibilità non comune. Vuole fare l’assistente sociale, da grande. Suo padre è molto orgoglioso di lei e ne ha tutti i motivi. F. invece ha una gamba di legno, così la chiama lei, con cui ama giocare a pallone. Ed è molto sveglia, ma quando legge non capisce un tubo. Ma veramente niente, da non crederci. La stessa cosa, se gliela leggi tu, la capisce perfettamente. Dimenticavo, ha un sorriso che ti risolve la giornata, se non ti impressionano gli apparecchi ortodontici. Da grande farà un lavoro “che bisogna stare seduti. Ma esistono prof?” Certo F., l’insegnante per esempio.

Quando giovedì si svolgeranno le prove INVALSI, una serie di quiz a crocette di italiano e matematica che servono a valutare l’efficienza del sistema scolastico nazionale, A., B., C., D., E. e F. verranno accompagnati in un’aula diversa da quella in cui i loro compagni svolgeranno la prova. Faranno il loro compito da soli, così non disturberanno in alcun modo la performance dei compagni. I loro elaborati verranno corretti, forse. Ma i loro risultati non verranno sommati a quelli di tutti gli altri alunni della scuola. Perché evidentemente non interessano a nessuno. Perché probabilmente saranno così bassi che potrebbero inficiare la media dell’Istituto, che ci tiene invece a far vedere a tutti di essere una buona scuola. Lavoreranno per niente. L’Istituto Nazionale per la Valutazione Scolastica non ritiene che la scuola debba essere valutata per ciò che fa con loro.

Perché la disabilità non va mischiata alla normalità. Perché la disabilità è pura.

Annunci

Tag:, , ,

About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

One response to “Perché l’INVALSI è puro”

  1. laGattaGennara says :

    sante parole. che meraviglia, quanta vitalità mal compresa, in questo nostro lavoro. Eh sì, tutti a dire come nella pubblicità dello shampoo “perché io (in)valgo”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: