Alternative

1

E ti dicono: “Ci vieni a vedere Beppe Grillo?”

“Perché?”

“Beh, è un comico, fa ridere, è sabato sera…”

Ok, a me Grillo fa ridere, potrei andarmelo a vedere. Solo che poi fra un paio di settimane si vota. E lui, insomma, ci chiede di votarlo, in quelle elezioni. E non posso andare a vedere lo spettacolo di uno che poi mi chiede il voto. Come faccio? Non vale, chiedere il voto alla fine dello show. Non è nelle regole del gioco, caro Beppe Grillo. Non tanto nelle regole del gioco della politica, ché chissenefrega in fondo. Chiedere il voto non sta nelle regole del gioco dello spettacolo, dell’arte in generale. Rovina tutto, chiedere il voto. Lo spettacolo diventa osceno, manipolatorio, inquietante. Mi fa paura. E non perché penso che l’arte debba essere svuotata di contenuti sociali e politici. Tutt’altro.

“No, stasera non vengo a vedere Grillo!” rispondo allora.

Sto a casa, così mi tolgo anche un altro impiccio. Perché Grillo mi fa ridere, è vero, ma è razzista, qualunquista e dozzinale nell’uso della lingua italiana. E quindi mi vergogno del fatto che mi faccia ridere.

2

Nella classifica dei libri più venduti della settimana si conferma Gramellini, sale Ligabue. Poi ci sono anche Baricco, un volume di successo su una dieta, un libro che è il millesimo anti-Harry Potter… Cosa c’entra la classifica con Grillo? Nulla… se non che, anziché vedere il comico genovese, potrei organizzarmi per un bel suicidio. Passino tutti. Ma Baricco è troppo.

Alternativa al suicidio è trovare un buon modo di cucinare un kg di coscia di maiale, con il forno fuori uso. Contorno di funghi.

 

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

7 responses to “Alternative”

  1. A maggese says :

    Per il maiale: se hai una pentola in ghisa con coperchio – o una pentola comunque pesante, ma meglio la ghisa – sei a cavallo. Fai scaldare dell’olio sul fuoco, poi imbrunisci la coscia su tutti i lati, dopo averla salata e pepata. Togli la coscia, aggiungi della pancetta e fai soffriggere un po’. Rimetti la coscia, aggiungi una o due lattine di birra (ma anche della cocacola, se preferisci), delle cipolle rosse tagliate a fette, dell’uvetta. Porta a ebolliziome e lascia cuocere a fuoco bassissimo per due ore, o finche’ il porco non si sfa con ina forchetta. Togli il porco sfilettalo con le mani o due forchette. Facendone dei pezzetti “tirando” la carne. Nel frattempo fai bollire tutto il liquido della pentola, riducendolo come una salsa. Aggiungi parte della salsa al porco, con la pancetta, la cipolla, l’uvetta. Prendi due belle fette di pane, mettici il porco, aggiungici la salsa. Buon appetito. Mi ringrazierai.

    • Emiliano B. says :

      Uh! Grazie, grazie! Adesso è fuori tempo massimo, ormai ho fatto una specie di brasato, ma la carne è venuta un po’ asciutta. Andrò al più presto a caccia di altro maiale e mi metterò all’opera. Ma la coca è un ripiego rispetto alla birra o è un’alternativa che vale la pena sperimentare?

      • A maggese says :

        e’ un’alternativa. A me piace farla con la borra o la root beer, che e’ una bevanda gassata alla radice di non so cosa, molto comune in a,erica e inghilterra. Ma so di gente che la fa con la coca. La coca aiuta a ammorbidire la carne particolarmente dura, e infatti a volte la si usa per le marinate veloci veloci se si hanno pezzi di carne duri. In questo caso non ce n’e’ bisogno, perche’ la lunga cottura a bassa temperatura aiuta a spappolare i nervi e i tessuti connettivi della carne: sciogliendosi, questi poi danno sapore.

        Gli americani chiamno questo piatto ‘pulled pork’. Pulled perche’ appunto e’ spezzettato, “stiracchiato”. Se vuoi puoi anche aggiungere la salsa barbecue dopo aver cotto il porco, quando lo hai spezzettato, insieme alla salsa di cottura. Anzi, la versione classica e’ proprio quella.

      • Emiliano B. says :

        Ok, vada per la coca, allora. Ti saprò dire.

  2. Paolo Croci says :

    Scusa , ma tu hai detto la stessa cosa quando centinaia se non migliaia di intellettuali, artisti, creativi hanno in decenni fatto politica, si sono candidati, hanno chiesto il voto, hanno messo la propria arte, come la chiami tu, al servizio della Propria candidatUra? Almeno Grillo lo fa per altri che si candidano, e poi fa discorsi prettamente politici, non e’ che si nasconde dietro un dito. Dai, cerchiamo di essere seri

    • Emiliano B. says :

      Non discuto la scelta di fare politica, è la commistione dei linguaggi che non mi va. Perché è vero, Grillo fa discorsi prettamente politici, ma i suoi comizi sono identici ai suoi spettacoli. Sinceramente, se in un romanzo di Sciascia avessi trovato un bell’invito a votare radicale, non l’avrei gradito. Senza nulla avere contro i radicali.

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