I gatti di Vernazza

Ha gli occhi trasparenti e i capelli radi, una maglia a righe colorate sotto la giacca sbottonata. Sta seduto a gambe larghe per far posto alla pancia che penzola giù verso la panca. Guarda il mare, o la spiaggia ancora ingombra di macerie. Se ne sta zitto, a differenza degli altri due: un anziano dal corpo asciutto che fa andare una sigaretta dopo l’altra, passandosi di tanto in tanto una mano tra i capelli bianchi pettinati all’indietro e una donna rinchiusa in una giacca a vento che sorseggia Beck’s dal collo della bottiglia. E il gatto di Mario? Dicono. Andato anche quello, morto. Nell’alluvione? Nell’alluvione.

Qualche gatto si aggira ancora tra le macerie di Vernazza alluvionata. Molti altri sono stati travolti. Sono passati quattro mesi dalla catastrofe e il paese lentamente rinasce, anche se ad oggi pare ancora di essere in un villaggio fantasma. Funziona il circolo CSI della piazza, funziona la chiesa. Ma tutto il resto è sprangato. Gli abitanti, che vivono quasi tutti fuori, vengono a vedere come vanno le cose. Parlano dell’acqua, della montagna venuta giù, di centoundici frane, del bombolone del GPL che non è esploso, ché sennò addio. Parlano dei gatti.

È un dolore immenso un paese distrutto, quel paese distrutto. Mentre guadagno la stazione, mi viene in mente come le Cinque Terre sfasciate e i gatti affogati siano un po’ una metafora di quest’Italia allo sbando, fatta di colpe di cui nessuno si assume le responsabilità, di classi dirigenti ottuse e di cittadini che delegano e curano, avidi, l’orticello. Poi mi viene in mente che questa della metafora è proprio una scemenza. Che quando la natura si scatena e spacca tutto non c’è niente da dire.

Sala d’attesa della stazione di Vernazza. I cartelli dell’ente parco sono sempre appesi alle pareti, chiazzati dal fango. Si leggono ancora le tariffe: Cinque Terre card, 5€ dal lunedì al venerdì, 6€ il sabato, 7€ la domenica. Dove sono finiti, per cosa sono stati utilizzati?

Divido una panca di legno con tre persone. Parlano in dialetto di un vicino di casa che sta trafficando per riuscire a ristrutturare il bagno con i soldi per la ricostruzione. Dicono, ovviamente, che è uno schifo.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

4 responses to “I gatti di Vernazza”

  1. myfullresearch says :

    Sulla gestione del Parco 5 Terre ci sono stati problemi in passato (adesso non so…)
    Ottima corrispondenza da Vernazza (like the other – no. 2), molto godible.
    mfr

  2. laGattaGennara says :

    che dolore.

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  1. I gatti di Vernazza (numero 2) | Quasi a Occidente - 4 luglio 2012

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