Al Teatro degli orrori

Allora.

C’è l’amministratore che butta per aria i fogli e ulula: “E allora toglietemi l’incarico! Toglietemelo!”

C’è il maniaco del rumore la cui vita è rovinata da un paio di studentesse del piano terra che, a suo dire, “ricevono” dietro compenso e turbano la quiete notturna.

C’è la signora che, convinta dell’utilità di stare sempre e comunque dalla parte del potere o da chi pare incarnarlo, passa la serata ad ammansire l’amministratore e a dar contro a chi gli chiede conto di qualcosa.

C’è il bancario in pensione, che pare goda a sborsare in spese di condominio.

C’è la vecchia sorda, che non capendo nulla di ciò che le succede attorno butta nella mischia cifre a caso pescate tra le pieghe di alcune carte ingiallite che consulta corrugando la fronte.

C’è l’anziano proprietario dell’appartamento delle studentesse, che pare tragga giovamento dal mandare fuori dai gangheri l’amministratore.

E poi ci siamo noi, Emiliano B. e consorte, che trascorriamo la sera di San Valentino in buona compagnia, al Teatro degli Orrori.

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About Emiliano B

Un lombardo in Emilia. Insegnante nelle scuole secondarie. Amo le lettere, la musica di Seattle, il calcio, i vizi.

One response to “Al Teatro degli orrori”

  1. A maggese says :

    Le riunioni di condominio sono il (o meglio, una delle manifestazioni piu’ nefande del) male in terra.

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